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Un bambino chiede ai passanti di accendergli una sigaretta, l’esperimento sociale a Milano: «Respirare l’aria equivale a fumarne 445 l’anno» – Il video

21 Ottobre 2026 - 23:23 Costanza Saporito
Un bambino di 9 anni, una finta sigaretta e un messaggio: a Milano respirare equivale a fumare. Cittadini per l’Aria lancia una petizione per ridurre il traffico e chiede misure più ambiziose di quelle previste dalla bozza di recepimento della direttiva Ue
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Un bambino di 9 anni cammina per le strade di Milano chiedendo ai passanti di accendergli una sigaretta. Le reazioni sono diverse: sorpresa, sconcerto, incredulità. La risposta però è sempre la stessa: «Sei troppo piccolo per fumare». A quel punto il bambino replica: «Tanto siamo a Milano». Poi srotola la finta sigaretta, che in realtà è un biglietto, e lo fa leggere alla persona che ha di fronte: «Vivere a Milano equivale a fumare circa 445 sigarette all’anno. Mi fate smettere?».

La petizione della onlus Cittadini per l’Aria

Con questo video, ideato dal duo creativo milanese indipendente Gibbo&Lori e prodotto dalla cantante avellinese BigMama, la onlus Cittadini per l’Aria ha voluto lanciare la petizione con cui chiede alle amministrazioni di tutta Italia di mettere l’aria pulita al centro della loro agenda politica. A partire dall’introduzione di misure che riducano il traffico stradale, la prima causa, secondo Arpa Lombardia, delle polveri sottili e del biossido di azoto presenti nell’aria che respiriamo ogni giorno. Il video, che su Instagram ha superato i 79mila like, è stato sostenuto anche da molti personaggi pubblici, da Caterina Balivo a Flaminia Scarpigliati e Luciana Littizzetto. Sotto il post, ai tanti che lodano l’iniziativa si affiancano quelli che esprimono lo sconforto per la realtà che il video denuncia: «La conoscenza dei problemi è giusta, ma l’idea di dover guardare senza poter fare nulla è annientante», scrive ad esempio un utente.

Cosa chiedono i sostenitori della petizione

Chi sostiene la petizione chiede in particolare che il trasporto pubblico venga reso efficiente e accessibile e che le strade diventino sicure per chi va a piedi e in bicicletta, anche istituendo zone protette intorno alle scuole. Misure insomma più incisive di quelle previste dalla bozza di recepimento della nuova direttiva europea sulla qualità dell’aria (Direttiva 2024/2881), giudicata insufficiente.

Il traffico come causa principale dell’inquinamento a Milano

A Milano il traffico è la prima fonte di emissioni dirette di ossidi di azoto (62%), di PM10 (39%) e di PM2.5 (31%) (Inemar di Arpa Lombardia, dati 2023). E i bambini sono i più colpiti dall’inquinamento: «Come ci ricorda l’Oms, respirano più velocemente degli adulti e vivono più vicini al suolo, dove alcuni inquinanti possono raggiungere le concentrazioni più alte», spiega Anna Gerometta, presidente di Cittadini per l’Aria.

I dati di Arpa

Nei dieci giorni tra il 29 settembre e l’8 ottobre, quindi ancora prima che venissero accesi i riscaldamenti, la stazione Arpa di viale Marche a Milano ha rilevato in media 24,2 microgrammi di polveri fini (PM2.5) per metro cubo d’aria. Un valore molto più alto di quello che l’Organizzazione mondiale della sanità considera accettabile: 15 microgrammi, da superare al massimo 3-4 giorni l’anno. In 4 di quei 10 giorni, inoltre, si è andati oltre i 25 microgrammi, la soglia che l’Unione europea renderà vincolante dal 2030 e che si potrà superare al massimo 18 volte l’anno. Con l’accensione dei riscaldamenti, poi, la situazione peggiora ulteriormente.

L’esempio di Londra

I cittadini che sostengono la petizione sono convinti che sia possibile invertire la rotta. A Londra, ad esempio, grazie a una serie di misure introdotte tra il 2019 e il 2024, il biossido di azoto è diminuito del 41% e il PM2.5 del 28%. Di riflesso, i decessi attribuibili all’inquinamento sono calati di circa il 40%.