Proteste dei Tir, il Cdm approva il decreto: 60 milioni di aiuti per gli agricoltori, 10 per la pesca. Meloni: «Non tolleriamo intimidazioni» – La diretta
Dopo sei giorni di blocchi e presidi che hanno messo in difficoltà il Sud Italia, la protesta contro il caro carburanti cambia fase. Tra mercoledì 21 e giovedì 22 ottobre gli autotrasportatori hanno sospeso il fermo prima in Sicilia e poi in Calabria, mentre il governo ha messo sul tavolo un decreto con 110 milioni di euro per il gasolio, all’esame del Consiglio dei ministri di oggi.
La mobilitazione era partita da Puglia e Calabria, poi si era estesa a Sicilia, Basilicata e Campania, con il gasolio oltre i 2 euro al litro e punte vicine a 2,30. In Sicilia i camion erano rimasti nei piazzali per iniziativa del Comitato Trasportatori Siciliani guidato da Salvatore Bella, mentre in Campania i presidi avevano toccato i caselli di Nola (A30) e Caianello (A1). Le conseguenze si erano fatte sentire sulle forniture alimentari, con scaffali vuoti nei supermercati e il rischio di perdere raccolti e merci deperibili.
Meloni: «Non tolleriamo le intimidazioni. Contro i blocchi useremo tutti gli strumenti di legge»
«In alcune zone pochi soggetti continuano a bloccare le strade e non si fermano lì. Minacciano chi vuole lavorare, tagliano le gomme ai camion dei colleghi. Questa non è protesta, è intimidazione e l’intimidazione non la tolleriamo». Giorgia Meloni torna sui blocchi stradali che proseguono nonostante l’accordo raggiunto con le associazioni degli autotrasportatori. E annuncia che il governo userà «tutti gli strumenti che la legge ci offre, comprese le norme del decreto sicurezza che hanno reso reato il blocco stradale». «Questo governo rispetta pienamente chi vuole manifestare», aggiunge Meloni, «però abbiamo anche il dovere di far rispettare le leggi dello Stato e di non farci ricattare da chi usa la violenza come strumento di pressione».
Meloni: «Accordo con gli autotrasportatori». Approvati nuovi aiuti per agricoltura e pesca
La presidente del Consiglio Giorgia Meloni rivendica sui social l’accordo raggiunto con le associazioni degli autotrasportatori e lo stanziamento di nuove risorse per agricoltori e pescatori. «Il governo ascolta chi manifesta pacificamente e lavora per dare risposte concrete», afferma la premier. «Ho chiesto al ministro dell’Interno Piantedosi di accogliere la richiesta che arriva dalle associazioni di autotrasportatori, agricoltori e della distribuzione per assicurare la libera circolazione, la fornitura di merci alle attività commerciali e quindi ai cittadini, evitando anche speculazioni che altrimenti sarebbero inevitabili sui prezzi», ha aggiunto Meloni.
Lollobrigida: «Nel dl 60 milioni per il carburante agricolo, a brevissimo a imprese»
«Arriveranno in brevissimo tempo attraverso Agea i 60 milioni per il costo del carburante agricolo» previsti dal decreto legge con disposizioni urgenti e misure di sostegno ai settori dell’autotrasporto, dell’agricoltura e della pesca. Lo ha detto il ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida in conferenza stampa dopo il Consiglio dei ministri. I 60 milioni servono a «garantire l’acquisto di 121 milioni di litri, con un contributo fino a 45 centesimi – ha aggiunto -. Dopo un primo intervento che copriva la prima parte dell’anno, questo copre fino al 15 ottobre, ristorando le aziende che hanno acquistato carburante agricolo».
Rixi: «Da marzo ad agosto abbiamo messo 480 milioni»
«Da marzo fino ad agosto abbiamo messo 480 milioni e altri 60 milioni per il mese di settembre fino ai primi di ottobre, consentendo anche l’utilizzo dei crediti d’imposta per i primi mesi del 2027 per evitare che alcune aziende vadano in extra credito e non possano utilizzare i crediti». Lo ha detto il viceministro al Mit, Edoardo Rixi, in conferenza stampa dopo il Cdm, che ha varato un decreto aiuti per l’autotrasporto, spiegando che «i crediti saranno già disponibili alle prime aziende dalla settimana prossima».
Il Cdm approva il decreto con aiuti ad autotrasporto, agricoltura e pesca
Il Consiglio dei ministri, a quanto si apprende, ha approvato il decreto legge con disposizioni urgenti e misure di sostegno ai settori dell’autotrasporto, dell’agricoltura e della pesca.
Infiltrazioni mafiose in protesta tir, procura Napoli dispone accertamenti
Accertamenti investigativi sono stati disposti da parte della Procura della Repubblica di Napoli per verificare se nella protesta dei Tir contro il caro carburante, che sta creando enormi disagi in Campania, si sia manifestata l’influenza della criminalità organizzata. Si tratta di indagini disposte in via preliminare, dai cui esiti dipenderà l’eventuale apertura di un fascicolo. Sono stati diversi gli episodi in cui gli autotrasportatori hanno denunciato di avere subito pressioni e, in qualche occasione, anche minacce da parte di persone con il volto coperto. Alcuni autisti hanno raccontato di pneumatici dei camion tagliati.
Protesta dei tir, torna la normalità nei supermercati della Basilicata
Dopo lo sblocco della protesta dei tir, in Basilicata si va verso il ritorno alla normalità. In particolare, dopo alcuni giorni di difficoltà, stamani sono stati approvvigionati di frutta, verdure e carne quasi tutti i supermercati della regione. Sciolto ieri il presidio più importante sulla strada statale Jonica, nel Metapontino, al confine con la Calabria e Puglia, alcuni autotrasportatori restano fermi a Tursi (Matera), nei pressi dello svincolo per la ‘Sinnica’, ma senza problemi per la circolazione.
Garante scioperi: «Blocco Tir pericolo grave, valutiamo interventi urgenti»
La Commissione di Garanzia per gli scioperi esprime «viva preoccupazione» per i diffusi blocchi stradali collegati alla protesta degli autotrasportatori, attuati in difformità dalla disciplina di settore, che stanno compromettendo seriamente gli approvvigionamenti dei beni di prima necessità. Così il garante in una nota.
«Il proseguimento di tali azioni, in violazione delle regole e dei limiti stabiliti dal Codice di autoregolamentazione, configura un pericolo grave e imminente per i diritti costituzionali dei cittadini, minacciando la salute, la sicurezza e la libera circolazione», spiega. «Allo scopo di prevenire un irreparabile pregiudizio alla collettività», la Commissione segue con la massima attenzione l’evoluzione degli eventi per «assumere tempestivamente le determinazioni di propria competenza, volte a garantire l’immediata ripresa delle consegne e sbloccare rifornimenti e servizi vitali alle città».
Protesta si estende alla pesca, pescherecci fermi in numerosi porti in Adriatico
Sirene spiegate e pescherecci fermi in numerosi porti italiani per protestare contro il caro-gasolio e le politiche europee che riducono i giorni di pesca e moltiplicano gli obblighi a carico delle imprese. La mobilitazione, nata autonomamente nelle marinerie e con epicentro nell’Alto Adriatico, denuncia una crisi che mette a rischio la sostenibilità economica del settore. Confcooperative Agroalimentare e Pesca mappa per l’ANSA la situazione nelle marinerie di Friuli-Venezia Giulia, Veneto, Emilia-Romagna, Marche e Molise e chiede misure di emergenza già nel cdm di oggi. A pesare è soprattutto il costo del carburante che, in alcuni casi, supera il 60% dei costi operativi.
Protesta Tir sospesa, nel Cosentino cittadini proseguono presidio
Alcuni autotrasportatori con cittadini, studenti, commercianti e professionisti del territorio stanno svolgendo una manifestazione spontanea sulla Statale 18 a Tortora, nel Tirreno cosentino, nel punto in cui fino a ieri era presente il presidio della protesta dei Tir. I manifestanti, una cinquantina circa, saltuariamente occupano la carreggiata provocando rallentamenti alla circolazione per alcuni minuti. Nessun camion viene bloccato permanentemente. Sul posto, sono presenti carabinieri e polizia per garantire la sicurezza della persone e il traffico. La manifestazione di stamani viene considerata una «prosecuzione» di quella dei giorni precedenti, dopo la sospensione del fermo in Calabria annunciata ieri dalla Federazione regionale della logistica (Fedralog). «In maniera pacifica, vogliamo mantenere alta l’attenzione su tutti i temi della protesta del settore trasporti e delle conseguenze del caro vita sui cittadini», sostengono i manifestanti.
Nordio: «Distinguere il diritto allo sciopero e quello al lavoro»
Il governo si prepara a intervenire sulle proteste degli autotrasportatori. A dirlo è il ministro della Giustizia Carlo Nordio, intervenuto a Sky TG24 poco prima dell’avvio del Consiglio dei ministri. Il tema, ha spiegato, è trovare un equilibrio tra due diritti: quello al dissenso, allo sciopero e alla manifestazione, anche «vigorosa», e quello al lavoro. «Il diritto allo sciopero non può mai compromettere il diritto al lavoro e il diritto agli altri» ha sottolineato Nordio, aggiungendo che «bisogna pure intervenire per evitare che a chi vuole lavorare venga impedito di lavorare e chi invece manifesta legittimamente per la situazione di disagio che tutti conosciamo abbia comunque il diritto di protestare.». Il ministro ha ammesso che la sintesi non è semplice, ma ha ricordato che negli anni passati si è sempre trovata e che si troverà anche questa volta. Ha poi richiamato l’emergenza alimentare provocata dai blocchi, di cui «abbiamo conoscenza soprattutto nell’Italia meridionale».
Frutta e verdura tornano nei supermercati calabresi
Dopo la sospensione della protesta degli autotrasportatori decisa da Fedralog, in Calabria sono state riattivate le consegne di generi alimentari in negozi e supermercati e nella mattina di giovedì 22 ottobre sugli scaffali della regione sono ricomparse frutta e verdura fresche. La consegna non è ancora regolare, ma si avvia alla normalizzazione e riguarderà prodotti freschi e più in generale tutti gli alimenti. Inoltre, in Calabria sono ripresi anche i rifornimenti con le autobotti dei distributori di carburante sparsi nella regione molti dei quali, fino a ieri, aveva esaurito benzina e diesel.
Talarico (MTA): «Presidi senza blocchi e in maniera pacifica»
Matteo Talarico, presidente del Movimento Territorio e Agricoltura (MTA), ha confermato che i presidi degli agricoltori proseguiranno «senza blocchi e in maniera pacifica». Raggiunto telefonicamente, Talarico ha anticipato nuovi presidi nei prossimi giorni allo svincolo autostradale di Pizzo (Vibo Valentia) e sulla statale 106 a Botricello (Catanzaro). Il movimento motiva la prosecuzione con l’assenza di interlocuzioni e risposte esaustive da parte delle istituzioni, e ha invitato anche gli autotrasportatori delusi dalla sospensione a unirsi alla protesta.
Stop alla protesta degli autotrasportatori in Calabria
Nella notte tra mercoledì 21 e giovedì 22 ottobre è stata sciolta la gran parte dei presidi negli snodi viari principali della Calabria. A determinarlo è stata la sospensione del fermo dell’autotrasporto, proclamata da Fedralog (la Federazione regionale della logistica) dopo sei giorni di mobilitazione. Secondo quanto riportato dall’Ansa, restano ancora alcuni mezzi pesanti nell’area dello svincolo di Sant’Onofrio, in provincia di Vibo Valentia, sull’autostrada A2 del Mediterraneo, e nel Cosentino. Non si tratta però di presidi che causano disagi alla circolazione.
La protesta non si ferma a Gela
A Gela, in provincia di Caltanissetta, la protesta contro il caro carburante non si ferma. Gli autotrasportatori che presidiano da giorni la rotatoria della strada statale 117 bis Gela-Catania, all’ingresso della città, hanno deciso di non rimuovere i mezzi, nonostante la sospensione del fermo annunciata in Sicilia. Sul posto ci sono decine di mezzi pesanti. All’Ansa i camionisti smentiscono le notizie di una protesta conclusa: «Giungono notizie di protesta finita e di accordi raggiunti, ma non è assolutamente vero. Qualcuno, per l’intermodale, ha raggiunto qualche obiettivo, ma per noi che lavoriamo su strada non c’è nulla». E aggiungono: «I soldi che dovrebbero stanziare sono gli stessi che avevano già promesso. I prezzi del gasolio non scendono e noi non abbiamo ricevuto neanche un centesimo. Andiamo avanti fino a quando non ci saranno risultati concreti. Degli annunci non ce ne facciamo nulla. Questi camion fermi sono tutta la nostra vita e il nostro lavoro». In questi giorni altri autotrasportatori hanno fermato i loro mezzi anche al presidio allestito dagli agricoltori all’ingresso di Gela, a poca distanza dal tribunale.

