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Protesta dei Tir, gli scaffali vuoti anche nei supermercati di Lazio e Lombardia

21 Ottobre 2026 - 06:06 Alba Romano
Scaffali vuoti in un supermercato di Napoli a causa dello sciopero degli                 autotrasportatori, 20 ottobre 2026. ANSA / CIRO FUSCO
Le difficoltà riguardano frutta, verdura, latte, latticini, carne, pane e salumi. La regione più colpita è la Puglia. Mancano anche benzina e gasolio
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Scaffali vuoti, prodotti freschi assenti e distributori di carburante a secco. La protesta dei Tir comincia ad avere effetti anche oltre il Sud Italia. Soprattutto nel Lazio e in Lombardia, dove arrivano con maggiore difficoltà i prodotti ortofrutticoli provenienti dal Sud. Le difficoltà, spiega oggi il Corriere della Sera riguardano frutta, verdura, latte, latticini, carne, pane e salumi. La regione più colpita è la Puglia. Poi ci sono i distributori senza benzina o gasolio. E le autocisterne scortate dalla polizia per garantire i rifornimenti.

La protesta e i supermercati vuoti

In Puglia un sesto degli impianti è senza carburante, secondo Eni. I supermercati della grande distribuzione stanno dando fondo alle scorte. «Nei supermercati della Campania entro domani non ci sarà nulla, nessun prodotto fresco. Si rischia la paralisi anche per le farmacie e le persone che hanno bisogno di prodotti importanti per la propria salute forse non li troveranno», ha detto il presidente regionale di Confesercenti, Vincenzo Schiavo. «Abbiamo difficoltà negli approvvigionamenti di carburante e credo le abbiano anche le altre società di navigazione del Golfo di Napoli. Per questo già stamattina abbiamo proposto un piano emergenziale alla Regione e alla Prefettura, ma al momento non abbiamo ottenuto risposte. Andiamo avanti come se niente fosse, ma da domani inizieranno sicuramente dei disservizi», ha spiegato Vincenzo Ponti, dirigente Caremar.

Il Centro agroalimentare di Roma

E la protesta sconfina. Il Centro agroalimentare di Roma segnala difficoltà per peperoni, melanzane, uva da tavola e pomodori. In Lombardia alcune tipologie di frutta e verdura provenienti dal Sud arrivano con ritardo o in quantità ridotte. Le stime parlano anche di rincari fino al 20%. In Puglia le zucchine oltre i 3 euro al chilo, banane sopra i 2,5 euro e pomodori che in alcuni supermercati hanno raggiunto 10 euro al chilo. «C’è come un odore di pandemia», dice Salvo Federico sui supermercati di Palermo al Fatto Quotidiano. «Scaffali ogni giorno più vuoti, ci stiamo inquietando», dicono Giuseppe e Sofia, in fila alla cassa a Messina.

La protesta continua

«Non vogliamo soldi, vogliamo si abbassi il prezzo del carburante e finché non lo otterremo continueremo a protestare», spiega Fabio Micalizzi, presidente della Federazione armatori Sicilia. «Al momento, le scorte di uova e farina sono completamente terminate, prodotti come frutta e verdura iniziano a scarseggiare, mentre molta merce sta andando a male. A rischio ci sono soprattutto yogurt e formaggi freschi», ha detto il responsabile di tre punti vendita del Cosentino. Le proteste sono arrivate anche nel basso Lazio. I Tir hanno bloccato i caselli di Frosinone e Ferentino sulla A1. In provincia di Latina lunghe code ai distributori, diesel e benzina scarseggiano.

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