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Mini pacchi, per l’Italia quarto rinvio sulla tassa di 2 euro. Il dazio slitta al 1° gennaio 2027

23 Ottobre 2026 - 12:03 Michela De Marchi Giusto
Il dazio fissato per l'1 gennaio 2027
Ogni mese di stop pesa sui conti pubblici per 20,4 milioni di euro di mancate entrate. Fino al 31 dicembre, per gli acquisti extra Ue si pagherà 5 euro a spedizione
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La tassa italiana sui mini pacchi non scatterà il 1° dicembre, come previsto, ma il 1° gennaio 2027. Il Governo ha rinviato ancora la data di avvio del contributo da 2 euro sulle spedizioni provenienti da Paesi extra Ue di valore inferiore a 150 euro, con una norma contenuta nell’articolo 1 del nuovo decreto legge approvato dal Consiglio dei ministri. Per chi compra online da Paesi fuori dall’Unione Europa, il conto sarà di 5 euro a spedizione dal 1° novembre fino al 31 dicembre, con la quota italiana in aggiunta solo dal prossimo anno.

Qual è stato l’iter alla Camera

L’articolo 1 stanzia anche le risorse per l’autotrasporto: le due misure, infatti, viaggiano insieme in un emendamento del Governo al decreto bollo auto (Dl 162/2026). Il testo era stato depositato e subito accantonato mercoledì 21 ottobre in commissione Finanze alla Camera. Ma per non far attendere le imprese del settore, l’esecutivo ha trasferito il tutto in un provvedimento nuovo, che includesse anche il differimento della tassa. Così il rinvio diventa operativo senza dover aspettare la conversione del decreto sul bollo, fissata entro il 16 novembre.

Quanto pesano i rinvii a livello economico

La norma era stata inserita nella legge di Bilancio 2026 con partenza al 1° gennaio. Da allora le date si sono susseguite: luglio, poi ottobre, infine il 1° dicembre fissato dal decreto bollo auto. Ma ora arriva il quarto rinvio, al 2027. Ogni mese di stop pesa sui conti pubblici per 20,4 milioni di euro di mancate entrate, secondo le relazioni tecniche, che hanno calcolato la cifra sul gettito stimato al momento dell’introduzione. Fermandosi a dicembre, il totale supererebbe già i 122 milioni di euro.

La tassa già adottata dall’Ue

Sul fronte europeo la stretta è già realtà. Dal 1° luglio vale un dazio fisso da 3 euro sulle merci sotto i 150 euro, che nei primi due mesi ha portato a una riduzione di quasi il 40% dei flussi. Dal 1° novembre scatterà anche la handling fee Ue da 2 euro, che serve a coprire i costi della gestione doganale. Di conseguenza , fino al prossimo anno gli acquisti extra Ue varranno 5 euro a spedizione.

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