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Acquisti extra Ue, l’Italia rimanda la mini tassa da 2 euro. Dal 1° luglio si pagherà solo il nuovo dazio europeo da 3 euro

23 Giugno 2026 - 10:14 Francesca Milano
tassa pacchi
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Per i pacchi che contengono merci con valore inferiore a 150 euro scatta il pagamento di 3 euro voluto da Bruxelles, ma per evitare caos il Governo italiano ha deciso di spostare a ottobre l'altra tassa nazionale da 2 euro
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Slitta di tre mesi in Italia l’entrata in vigore della tassa da 2 euro sui piccoli pacchi provenienti da Paesi extra Unione europea. Il Consiglio dei ministri ha approvato una proroga che rinvia l’applicazione della misura dal 1° luglio al 1° ottobre 2026, evitando così il rischio di una doppia imposizione che avrebbe colpito gli acquisti online provenienti dall’estero.

La tassa era stata introdotta con la legge di bilancio 2026 come contributo destinato a coprire le spese amministrative legate ai controlli doganali sulle spedizioni di modico valore provenienti da Paesi extra Ue. Il contributo ammonta a 2 euro per ogni spedizione con valore dichiarato inferiore a 150 euro.

Perché il governo ha deciso di rinviare la misura

La proroga è stata decisa per evitare che dal 1° luglio entrassero contemporaneamente in vigore due diversi prelievi sulle stesse merci. Proprio dal 1° luglio, infatti, scatteranno anche le nuove regole europee che introducono un dazio forfettario di 3 euro sulle merci contenute nei piccoli pacchi provenienti da Paesi extra Ue.

Senza l’intervento del governo, gli acquisti online da piattaforme come Temu, Shein, AliExpress e altri operatori extraeuropei avrebbero potuto essere gravati contemporaneamente dal contributo italiano da 2 euro e dal nuovo dazio europeo da 3 euro.

Nelle ultime settimane le associazioni della logistica e del commercio avevano chiesto un rinvio della misura, sostenendo che la sovrapposizione dei due prelievi avrebbe avuto effetti negativi sul settore e sui consumatori.

Come funziona la tassa italiana

Il contributo introdotto dall’Italia non è tecnicamente un dazio doganale, ma un onere amministrativo destinato a coprire i costi dei controlli e delle pratiche doganali. La tassa riguarda le spedizioni provenienti da Paesi non appartenenti all’Unione europea con valore fino a 150 euro e viene riscossa al momento dell’importazione definitiva della merce.

Cosa prevede invece la riforma europea

Parallelamente, l’Unione europea sta portando avanti una più ampia riforma del sistema doganale. A partire dal 1° luglio, infatti, entrerà in vigore un dazio forfettario temporaneo di 3 euro per le merci contenute nei piccoli pacchi importati da Paesi extra Ue. Questa tassa resterà in vigore almeno fino al 2028, quando dovrebbe diventare operativo il nuovo sistema digitale doganale europeo.

Secondo Bruxelles, l’obiettivo è contrastare la concorrenza considerata sleale da parte dei venditori extraeuropei e rafforzare i controlli su sicurezza dei prodotti, frodi e rispetto delle regole del mercato unico.

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