3 euro per ogni pacco extra Ue: come funziona il dazio sulle vendite a distanza e sui pacchi

Tre euro in più per comprare beni online da paesi fuori dall’Unione Europea. Dal primo luglio entra in vigore il nuovo dazio sulle vendite a distanza e sui pacchi postali di valore non superiore a 150 euro. Il Sole 24 Ore spiega che nel mirino ci sono le piattaforme di e-commerce. Che, attraverso un flusso costante e incontrollato di piccoli pacchetti I dati attestano questo fenomeno nel 2025 in 5,9 miliardi di euro.
Il nuovo balzello
Il nuovo balzello anticipa l’introduzione dal primo ottobre di un contributo nazionale di 2 euro per il controllo delle importazioni di modico valore (articolo 15 Dl 107/2026). E l’introduzione dal 1° novembre di una Handling Fee unionale di importo variabile fino a 2 euro (accordo UE 26 marzo 2026). Che si dovrebbe sommare al contributo nazionale di 2 € che il Dl 107/2026 ha posticipato al 1° ottobre, Na il testo unionale prevede che quando entrerà in vigore la misura europea quella nazionale deve essere eliminata. Quali sono le operazioni interessate dalla misura? Per vendite a distanza si intendono proprio le cessioni di beni spediti o trasportati dal fornitore o per suo conto da un territorio terzo o da un paese terzo a un cliente non soggetto passivo Iva in uno Stato membro.
Chi colpisce la misura
Sono quindi soggette al tributo anche le spedizioni in cui il fornitore fattura e riscuote le spese di trasport dal cliente e le versa al vettore. Escluse dal dazio le importazioni di beni che vengono importate dal consumatore finale e che vengono trasportate dallo stesso nel proprio bagaglio o che vengono prelevate dal consumatore direttamente nel paese terzo. Per la determinazione del valore del pacco isogna far riferimento all’articolo 1 punto 48 del Regolamento (UE) 2446/2015 (regolamento delegato – Rd). Al dazio bisognerà aggiungere anche l’Iva. In caso di utilizzo del regime speciale Ioss (Import One Stop Shop) il dazio non sconta l’Iva, in quanto trattasi di operazione esente.
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La classificazione
Ogni bene/merce ha una sua classificazione doganale (identificata quale sistema armonizzato su sei cifre e come Sistema Europeo Taric in 8, 10 cifre. Il dazio si applica in base alla classificazione. Se quindi i beni spediti sono di natura diversa pagheranno il dazio di 3 euro moltiplicato il numero di pezzi spediti (si pensi ad esempio al cliente che compra e riceve con un’unica spedizione una maglietta di lana e una maglietta di fibra sintetica il dazio che pagherà è di 6 euro).
Dichiarazione H7, H6, H1
Ci sono tre modelli diversi di dichiarazione. La dichiarazione H7 semplificata può essere utilizzata per merci di valore non superiore a 150 euro per vendite a distanza anche con intervento di una piattaforma elettronica (con sistema Ioss). H6 può essere utilizzata cumulativamente per dichiarare merci in spedizioni fino a 1.000 euro ì. La dichiarazione H1 è quella ordinaria per prodotti soggetti ad accise o in presenza di restrizioni. Il responsabile è il dichiarante. Ovvero il venditore. Con la spedizione postale a dichiarazione può essere presentata in rappresentanza indiretta dell’ufficio postale extra-Ue di origine della spedizione.

