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«Vi spiego perché Moretti è stato condannato per la strage di Viareggio»

30 Giugno 2026 - 07:16 Alessandro D’Amato
strage di viareggio mauro moretti
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Salvatore Giannino, pubblico ministero nel processo all'ex a.d. delle Ferrovie dello Stato, motiva la condanna
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L’ex amministratore delegato di Ferrovie dello Stato Mauro Moretti non è stato condannato per la strage di Viareggio a causa della responsabilità oggettiva. Ma per una serie di scelte aziendali precise. A lui definitivamente attribuite. Che risalgono a quando era alla guida di Rfi e di Fs. A spiegarlo è Salvatore Giannino, pubblico ministero che ha seguito per 17 anni l’accusa. Moretti ha detto che la sua condanna è un monito per gli ad di tutta Italia perché si basava sul teorema del non poteva non sapere. Giannino spiega che non è vero. E aggiunge i motivi della condanna.

Mauro Moretti e la strage di Viareggio

«La responsabilità di Moretti è stata confermata da tanti giudici: gup, primo grado, tre appelli e tre Cassazioni. Fanno 28 giudici», spiega Giannino in un’intervista al Fatto Quotidiano firmata da Ferruccio Sansa. E aggiunge: «Quando era alla guida della società è stata fatta una scelta precisa: per il trasporto di merci pericolose, come quelle che hanno provocato la strage, non dovevano essere utilizzati carri di Trenitalia, ma mezzi noleggiati da compagnie straniere».

La manutenzione

Giannino fa sapere che «Trenitalia dispone di una struttura di controlli del materiale rotabile all’avanguardia. Invece si è affidata a soggetti esterni e soprattutto, punto cruciale, esteri. Su questa scelta è stato trovato un documento con la individuazione di un break even point da cui era emerso il maggior profitto in caso di noleggio, rispetto alla dotazione di una flotta propria». Una decisione che ha influito proprio sulla strage di Viareggio: «La tragedia è stata provocata dal cedimento dell’assile di un carro che ha fatto deragliare il treno. Uno dei carri ribaltandosi si è squarciato facendo fuoriuscire il gpl. Sa quanto si pagava per affittare il carro che si è rotto? 25 euro al giorno, meno del noleggio di una Panda».

I controlli di sicurezza

E c’è anche altro. «Ferrovie, sotto la guida di Moretti, aveva abdicato completamente ai controlli di sicurezza sui carri che trasportavano merci pericolose. Non sapevano niente delle condizioni dei carri su cui viaggiavano delle vere e proprie bombe nel cuore delle nostre città. Come Viareggio». Le prove, spiega Giannino, sono tutte nel processo: «Abbiamo sequestrato email di Fs Logistica che, dopo il disastro, scriveva alla società proprietaria del carro per avere notizie». Il punto, aggiunge il pm, «non è che Trenitalia abbia ottenuto un risparmio noleggiando i carri, ma che abbia deciso di rinunciare al controllo della manutenzione. Che si sia affidata al buio a un soggetto estero di cui non sapeva nulla. Trenitalia non sapeva niente delle condizioni dei carri che trasportavano Gpl».

La strage e le scelte di Moretti

Il carro che trasportava Gpl a Viareggio «era stato assemblato con componenti riciclati da mezzi anche degli anni 70. Prendete l’assile che ha ceduto, la causa di tutto: risaliva ad almeno trent’anni prima e la stessa ditta che gestiva il carro non ha saputo ricostruire la sua storia».

Su Moretti, conclude Giannino, «Vorrei citare la Cassazione: ‘Dal lato soggettivo è definitivamente accertato come l’imputato, perfettamente a conoscenza della problematica, delle criticità connesse alla circolazione di rotabili trasportanti merci pericolose, autore e co-autore di ordini di servizio formalmente ineccepibili, intimanti il rispetto delle discipline di sicurezza per il contenimento dei rischi, avesse in realtà deciso e avallato un’interpretazione di comodo che… consentisse di saltare ogni forma di controllo documentale… di verifica della storia manutentiva” del materiale noleggiato “che veniva immesso tal quale nella rete ferroviaria senza curarsi in alcun modo delle sue condizioni’». Infine, va ricordato che «Moretti dichiarò di rinunciare alla prescrizione. Non ha rinunciato alla prescrizione per omicidio colposo».

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