Ultime notizie AutotrasportatoriGiorgia MeloniGiovaniScontriUcraina
MusicaSuoni e Visioni

Che disco Cremonini, maluccio Naska, disastro Luk3 – Le recensioni

25 Ottobre 2026 - 10:36 Gabriele Fazio

Cesare Cremonini – Amateur

Che disco. Cesare Cremonini lo intitola Amateur proprio per l’intento, vorace, di  rimettersi in gioco. Detto così sembra quasi un rigurgito di falsa modestia, come è possibile che uno degli artisti principali della storia moderna del nostro pop, che ha offerto al repertorio musicale italiano almeno una quindicina di evergreen assoluti, riesca a convincerti che si tratta di un nuovo inizio? Come ci si toglie di dosso la patina da popstar, giustamente idolatrata? Come fa uno come Cremonini a farti dimenticare che parliamo di Cremonini? Perché, poi, non accontentarsi e fare pace con l’essere Cremonini? Perché prendersi questo rischio? La risposta a tutte queste domande si trova ascoltando Amateur e quando un artista si racconta tramite musica e non didascalie social è sempre una buonissima notizia. Lui lo ha definito un disco rock e il pensiero va immediatamente a schitarrate furiose e lingue di fuori, ma questa è una definizione di rock molto relativa e anche molto meno interessante. Amateur non ha schitarrate furiose e Cremonini non tira fuori la lingua, ma è totalmente un disco rock, perché un disco che rompe gli argini del suo cantautorato pop, rappresenta un taglio netto con qualsiasi ammiccamento verso il proprio pubblico. Questo voleva e questo ha fatto. Il disco è gustosissimo, si percepisce nitidamente l’entusiasmo nel comporlo, si viaggia tra accenni di rock, più anni ’50 che moderno, che moderno forse sarebbe stato scontato, alle ballad, bellissime, soprattutto quella con Malika Ayane, forse la più “telefonata”, seppur preziosissima, delle collaborazioni. Una vera chicca. Particolarmente interessante l’incrocio con i rapper, Salmo e Fabri Fibra, che da cantautori autentici si inseriscono perfettamente nella letteratura di Cremonini. In questo senso Amateur è anche un disco meravigliosamente stralunato, ogni pezzo rispecchia in maniera esemplare gli umori dell’autore, sballottolando anche l’ascoltatore tra un club cupo e fumoso e un’osteria, ricordando New Orleans, una casa calda in cui si consuma un amore e un Giardino dei sassofoni dalle dimensioni colossali, fino a perdere il controllo su Disturbo mentale e trovare pace in una serenata nuda e cruda. Ma il punto è un altro, non è che dopo quasi 30 anni di onorata carriera stiamo qui a stupirci del talento compositivo di Cremonini, non avevamo alcun dubbio sulla validità, sullo spessore, eravamo più curiosi di capire in che modo avrebbe raggiunto il traguardo che si era imposto. Un traguardo che Cremonini non taglia, ma brucia, disintegra, frantuma, sgretola, annienta. Lo fa partendo dalla musica, pura, suonata, con un approccio alla vecchia maniera e rimanendo forse condizionato dalla scelta musicale anche riguardo scrittura. Ve lo assicuriamo: Cesare Cremonini non ha mai scritto così. La delicatezza, la poetica, si sono trasformati quasi sempre in verve irrequieta, in immagini nude e crude, in una necessità incandescente, dritta per dritta, alle volte quasi rap. Sembra incredibile, perché in realtà, andando al sodo, in Italia sono rari, rarissimi, talmente rari da far fatica a proporvi dei nomi, gli artisti con una storia lunga come la sua che riescono ancora oggi a rimpolpare il proprio repertorio. Nella maggior parte dei casi si adagiano su vecchi successi e quando provano a proporre roba nuova nelle nostre orecchie suona quasi come un segnale acustico per ricordare al pubblico che esistono ancora. Amateur invece è maledettamente collegato a …Squérez?, a Bagus, a Maggese, a quegli album radici del Cremonini che conosciamo. Ehi, poi non si è fermato, come sappiamo, poi è cresciuto, è maturato come artista e ha composto delle splendide canzoni che rispecchiano un talento smisurato. Amateur però è un’altra cosa, Amateur è un disco in cui vince l’istinto di un diciottenne spregiudicato. Certo, un diciottenne spregiudicato se ne sbatte del mercato perché non ha niente da perdere, Cremonini se ne sbatte perché è Cremonini, non prendiamoci in giro, ma l’operazione, l’approccio, resta davvero una roba assai rara, specie per un nome del nostro panorama musicale. Che poi, di solito, sbattersene del mercato, guardarlo dalla testa ai piedi, è proprio un modo per dominarlo, se solo lo capissero tanti altri artisti potrebbe scattare la rivoluzione che tanti appassionati attendono con ansia. In questo senso, discograficamente, Amateur è un disco rivoluzionario.