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I lavoratori “anziani” guadagnano il 30% in più dei giovani

26 Ottobre 2026 - 10:05 Ettore Ambrosi
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Le elaborazioni del Sole 24 Ore: il gap generazionale nei salari mette a rischio i giovani per le fiammate inflazionistiche
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Tra i lavoratori under 35 e gli over 50 c’è un gap retributivo del 29,7%. Che sale al 42,4% nelle attività finanziarie e assicurative e al 42,5% nei servizi di informazione e comunicazione. Le elaborazioni del Sole 24 Ore sui dati dell’Osservatorio dipendenti del settore privato dell’Inps dicono che crescita professionale, scatti di anzianità, premi di produttività e altri fattori possono far crescere in modo strutturale gli stipendi con l’avanzare dell’età. E il gap generazionale nei salari che ne consegue mette a rischio i giovani per le fiammate inflazionistiche.

I dipendenti

La rilevazione considera solo i dipendenti attivi tutto l’anno e con contratti full time. Non viene considerato quindi il cosiddetto lavoro precario. I giovani occupati stabilmente hanno un imponibile previdenziale di 29.569 euro in media. In busta paga sono 20 mila euro annui. Gli over 50 hanno un lordo di 42.145 euro, cioè 28.443 euro netti, tolti l’Irpef e i contributi a carico del lavoratore. I giovani sono spesso assunti con l’apprendistato, che ha uno sgravio contributivo. I rinnovi dei contratti collettivi arrivano a distanza di anni. Questo danneggia l’intera platea dei lavoratori. I Ccnl del settore privato in scadenza nel 2027 saranno 42, per oltre 6,5 milioni di addetti.

Il divario

Rispetto a dieci anni fa il divario si è ridotto di poco. Nel 2014 era del 34,5%. Ma al netto dell’inflazione la retribuzione reale media rimane invariata. In termini nominali è cresciuta del 17%, in termini reali (rivalutazione degli importi 2014 ai prezzi di oggi) la variazione è negativa, pari a -0,9 per cento. Il divario è più marcato nei servizi, mentre è più vicino alla media nelle attività manifatturiere (28,9%) e nel commercio (29,6%). È più basso nei trasporti (18,5%), nei servizi di alloggio e ristorazione (19,2%), nella sanità e nell’assistenza sociale (13,7%). In questi comparti le retribuzioni sono le più basse per tutti.