Flavio Bolsonaro atterrato a Miami, perché è scappato dal Brasile per andare proprio da Trump. Cosa c’entra Milei e i guai pure col jet che ha usato – Il video
Fresco di sconfitta elettorale in Brasile, Flávio Bolsonaro è atterrato a Miami con un jet privato, insieme alla moglie Fernanda e alle figlie Luiza e Carolina, dopo aver fatto scalo a Guayaquil, in Ecuador. Il pericolo di fuga era già stato ipotizzato dai giudici in quanto Bolsonaro, dopo i risultati elettorali che lo hanno dichiarato perdente, avrebbe dovuto scontrarsi con le inchieste giudiziarie a suo carico. Per questo, il giudice del Tribunale Supremo, Alexandre de Moraes, che aveva accusato il padre Jair Bolsonaro per il golpe, aveva stabilito la consegna del passaporto e il divieto di espatrio.
Perché Bolsonaro jr è indagato
Bolsonaro jr è indagato per corruzione e riciclaggio, a cui si aggiunge l’inchiesta che il giudice del Tribunale Supremo vuole aprire per verificare possibili interferenze e un finanziamento estero a favore della sua campagna presidenziale. Appena dopo la sconfitta elettorale gli era stato comunicato il divieto di espatrio e la consegna del passaporto brasiliano alle autorità a causa di presunti rapporti di Flávio con Willer Tomaz, avvocato sospettato di essere coinvolto in operazioni finanziarie illecite. L’inchiesta mira a rendere chiaro se Bolsonaro abbia avuto accesso a denaro di provenienza sospetta grazie a società legate a Tomaz e al settore delle scommesse online. In un primo momento, con un video sui social Bolsonaro si era detto disposto a consegnare il passaporto non avendo «intenzione di lasciare il Brasile». Ma il pericolo di fuga era reale e anzi già programmato.
Come Bolsonaro ha organizzato la fuga
Venendo sconfitto con uno scarto di quattro milioni di voti rispetto all’avversario Luiz Inácio Lula da Silva, Bolsonaro ha preso esempio dal padre Jair, sconfitto sempre la Lula nel 2022, quindi è fuggito. La sua scomparsa era iniziata nel pomeriggio di martedì 27 ottobre ed era rimasta un mistero per ore a causa dell’assenza di notizie da parte di Flávio. Solo con l’agenzia argentina Infobae era stata diffusa una prima indiscrezione con l’avvistamento di un jet privato sospetto all’aeroporto di Puerto Iguazú, nel cuore della “triplice frontiera” dove si incontrano Brasile, Argentina e Paraguay. La fuga prevedeva come destinazione Miami, ma il governo argentino aveva negato che Bolsonaro avesse attraversato la frontiera. Solo dopo si è scoperto che il jet fermo al confine, probabilmente, era un depistaggio e che il piano è stato portato a termine grazie al presidente argentino Javier Milei, che ha ammesso l’aiuto dato dal suo Paese per far fuggire Flávio.
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L’aiuto di Milei anche per il jet
Ma Milei ha aiutato Bolsonaro anche con un altro aspetto della sua fuga: prestando il jet privato, che in realtà è legato ad uno dei principali scandali di corruzione che coinvolgono attualmente il governo argentino. Ovvero l’inchiesta su riciclaggio di denaro proveniente da presunte tangenti negli acquisti di medicinali e forniture dell’Agenzia Nazionale Disabili. L’indagine è condotta dal pm argentino Franco Picardi, che ha individuato nel titolare del jet, l’imprenditore Sergio Mastropietro, la «mente dietro il riciclaggio» di fondi derivanti dai sovrapprezzi applicati agli acquisti effettuati dall’Agenzia guidata dall’allora avvocato di Milei, Diego Spagnuolo. Stando alle ipotesi del pm, i proventi delle tangenti venivano girati alla società Baires Fly come pagamenti di voli mai effettuati. Per questo, i velivoli della compagnia erano stati sequestrati, misura poi sospesa dopo l’accettazione di un ricorso. Lo stesso Milei aveva usato uno dei jet della compagnia per il suo primo viaggio internazionale, nel 2023, negli Stati Uniti: un volo privato finanziato dall’imprenditore Gerardo Werthein, successivamente nominato ambasciatore dell’Argentina a Washington, che generò un primo scandalo in Argentina.
La fuga portata a termine
La scelta della meta per la fuga è stata semplice per Bolsonaro: in Florida vive il fratello Eduardo, autoesiliato per evitare di affrontare la giustizia, e dagli Stati Uniti Flavio potrebbe guidare l’opposizione con una «strategia di pressione economica». Il piano di fuga, detto “Operazione Alpa”, è stato organizzato proprio dal segretario di Stato statunitense Marco Rubio, che ha concesso a Bolsonaro di atterrare in Florida garantendo il visto. Nel primo pomeriggio di mercoledì 28 ottobre, ora italiana, Bolsonaro è sceso dal suo jet privato, arrivando sul suolo statunitense, dove troverà l’appoggio di Donald Trump. Il giornalista e influencer Paulo Figueiredo, residente negli Usa e latitante dalla giustizia brasiliana vicino alla famiglia del candidato perdente, su X ha specificato che «Bolsonaro sta bene, è al sicuro e si sta riposando con la famiglia. Terremo una conferenza stampa domani pomeriggio a Miami, in Florida. L’orario e il luogo saranno comunicati in seguito».

