«Trump mi stuprò in hotel nel 2003». La denuncia contro il leader Usa e i legami con Jeffrey Epstein
Donald Trump avrebbe violentato «in modo brutale» un’ex partecipante a un concorso di bellezza di origine svizzera nel 1993. Lo ha raccontato lei stessa, Beatrice Keul, alla Commissione di Giustizia della Camera Usa, nell’ambito di un rapporto che i Democratici stanno stendendo sul caso Epstein, con il quale chiedono la nomina di un procuratore speciale per l’indagine.
La testimonianza di Keul e l’affondo dei Dem
Stando a quanto raccontato da Keul, la violenza sarebbe accaduta quando lei aveva 24 anni in una camera del Plaza Hotel di Atlantic City, di proprietà del presidente, dopo che i due avevano trascorso del tempo con Jeffrey Epstein, morto suicida in carcere nel 2019. Il tycoon le sarebbe «saltato addosso» e lei non sarebbe riuscita a fermarlo. Keul precisa anche che dopo l’aggressione Trump le avrebbe promesso il visto e l’ammissione alla NYU, chiedendole di mantenere il silenzio. Per i Dem la testimonianza è un ulteriore segno del legame tra il presidente e l’imprenditore pedofilo. «Un numero crescente di prove dimostra che Donald Trump ha partecipato attivamente agli abusi sessuali di Epstein su giovani donne tra la metà e la fine degli anni ’90» afferma il rapporto, visionato dall’Huffington Post.
Cosa chiedono i Democratici
Proprio per quest’amicizia, i democratici della Camera chiedono la nomina di un procuratore speciale per stabilire se Trump sia coinvolto negli scandali sessuali e dare sostegno alle indagini perché «le donne sopravvissute agli abusi di Epstein meritano di essere ascoltate», dice Jamie Raskin. I dem sostengono che l’amministrazione Trump abbia impedito la pubblicazione integrale dei fascicoli del Dipartimento di Giustizia su Epstein proprio per evitare il coinvolgimento dell’attuale presidente. Secondo Raskin «il Congresso deve poter accedere ai fascicoli completi, come previsto dalla legge. Un procuratore speciale indipendente deve indagare sui complici e sull’insabbiamento operato dal dipartimento di Giustizia, garantendo al contempo che i magistrati, sia negli Stati Uniti che all’estero, dispongano delle prove necessarie per perseguire la giustizia».
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Lo spettro dell’impeachment
Come riportato nel rapporto dei dem, «la complicità del governo in un’operazione di insabbiamento per proteggere trafficanti e stupratori costituisce un reato di ostruzione alla giustizia e un’offesa intollerabile contro una società libera». Se i Democratici riconquisteranno la Camera dei Rappresentanti con le elezioni di midterm, sarebbe la Commissione Giustizia a guidare un eventuale procedimento di impeachment contro Trump, eventualità di cui i Dem discutono in questa vigilia di mid-term.
La replica della Casa Bianca
La Casa Bianca ha risposto negando il coinvolgimento del tycoon negli abusi sessuali di Epstein. «Questo “rapporto” non è altro che un disperato tentativo da parte di democratici squilibrati di distrarre gli americani dall’ondata di consensi repubblicani alimentata dagli storici successi del presidente Trump», sostiene la portavoce della Casa Bianca Lauren Bis. «Il Presidente ha cacciato Jeffrey Epstein dal suo club di Mar-a-Lago perché era un individuo spregevole, ed è stato completamente scagionato da qualsiasi accusa relativa a Epstein», ricorda Bis.

