Caso Epstein, l’ex principe Andrea vince il ricorso: «Perquisizioni delle case illegittime». Ma l’inchiesta va avanti
Svolta giudiziaria per l’ex principe Andrea Moutbatten-Windsor. Le perquisizioni compiute lo scorso febbraio nelle sue due residenze, nell’ambito dell’indagine sul caso Epstein, sono «illegittime». A stabilirlo è un giudice dell’Alta Corte di Londra, che ha dato ragione al ricorso presentato da Andrea proprio per contestate quelle azioni.
Perché l’ex principe Andrea è coinvolto nel caso Epstein
L’ex principe Andrea, secondo figlio della regina Elisabetta, è stato coinvolto nel caso Epstein per l’amicizia con il finanziere pedofilo, morto suicida in carcere nel 2019. Il rapporto tra i due sarebbe nato nel 1999 grazie a Ghislaine Maxwell, ma i problemi per Andrea iniziarono nel 2015. Virginia Giuffre, tra le principali accusatrici dell’imprenditore, dichiarò in atti giudiziari di essere stata costretta ad avere rapporti con l’ex principe, che al contrario ha sempre negato. Nel frattempo fu costretto nel 2019 a lasciare gli incarichi ufficiali e nell’ottobre 2025 perse titoli e onorificenze per volere di re Carlo.
All’inizio del 2026 la posizione di Andrea si è aggravata con la pubblicazione di oltre tre milioni di documenti da parte del Dipartimento di Giustizia americano, che includono email e fotografie. Le carte segnalavano un rapporto con Epstein anche dopo la condanna del finanziere, avvenuta nel 2008.
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Cos’è successo all’ex principe lo scorso febbraio
Per l’amicizia con Epstein, Andrea è finito al centro di indagini che lo portarono all’arresto lo scorso 19 febbraio, giorno del suo 66esimo compleanno, con l’accusa di abuso di pubblico ufficio e per la presunta condivisione di informazioni riservate con Epstein quando era inviato commerciale britannico. L’ex principe era stato portato alla centrale di polizia di Aylsham, per poi essere rilasciato 11 ore dopo, ma rimanendo sotto indagine. Inoltre, vennero sottoposte a perquisizione le sue case di Sandringham e di Windsor perché, secondo gli inquisitori, potevano essere collegate all’indagine del caso Epstein.
Le perquisizioni dichiarate illegittime, ma le indagini continuano
Dopo l’arresto, Andrea non è stato incriminato e ha continuato a respingere ogni accusa. Anzi ha presentato anche ricorso per le perquisizioni nelle sue case. Un giudice dell’Alta Corte di Londra ha dato ragione all’ex principe, cancellando quei mandati. Nonostante ciò, la polizia ha presentato una richiesta per trattenere i beni sequestrati e l’indagine su Andrea continuerà.

