Trovato morto l’ex banchiere Simon Andriesz: ad agosto aveva rivelato i rapporti tra Epstein e il segretario del Commercio Lutnick
È morto suicida Simon Andriesz, ex banchiere 57enne conosciuto come il “whistleblower britannico”. Tra il 2020 e 2021 aveva denunciato all’FBI elementi relativi al rapporto tra Howard Lutnick, oggi segretario al Commercio degli Stati Uniti, e Jeffrey Epstein, finanziere condannato per reati sessuali e morto suicida nel 2019.
Chi è l’ex banchiere Simon Andriesz
Andriesz aveva 35 anni di esperienza nel settore finanziario, infatti prima di essere un banchiere era stato managing director alla BGC Group, la società di Wall Street di cui Lutnick era amministratore delegato. Lo scorso 9 agosto su X aveva annunciato di essere uno dei whistleblower di Epstein: con il termine si indica una persona che denuncia in modo protetto dei comportamenti scorretti, scoperti durante la propria attività lavorativa. Ma come altri whistleblower di questo caso, Andriesz è stato ritrovato morto appena due mesi dopo aver dato l’annuncio, come ha rivelato The Banker, testata che appartiene al gruppo del Financial Times. Il suo nome non era noto al grande pubblico, ma le sue rivelazioni hanno permesso di allargare l’inchiesta di Epstein e sono state usate dalla Bbc nel programma File on 4 Investigates per l’episodio The Epstein Files: Lutnick, the Royals and the British Whistleblower.
I am the British whistleblower who reported evidence concerning Howard Lutnick, his links to Jeffrey Epstein, and Cantor Fitzgerald and BGC to the FBI in 2020–21. Listen to the BBC File on 4 documentary about my whistleblower story: https://t.co/rLRDnZA4Dv BBC News: https://t.co/DdNNOosnKL I later shared evidence with the House Oversight Committee, which subsequently questioned Lutnick behind closed doors. My disclosures also contributed to regulatory action in the US and UK, including a £96m HMRC tax assessment relating to BGC’s partnership scheme. I believe the true tax exposure is substantially higher. I also reported to the FBI and financial regulators matters involving Cantor Fitzgerald’s Relief Fund and BGC/Cantor’s annual 9/11 Charity Day. The personal consequences of whistleblowing, and the retaliation I say followed, have been devastating for my family and me. Mother Jones previously reported that documents I uncovered revealed a years-long business tie between Howard Lutnick, Cantor Fitzgerald and Jeffrey Epstein through AdFin, including a 2018 exchange in which Lutnick and Epstein discussed the company directly: https://t.co/aRdn302v4i https://t.co/aRdn302v4i Follow me here on X and on LinkedIn. I intend to share more of the evidence and the story behind what happened.
— Simon Andriesz (@SAndriesz) August 9, 2026Ti potrebbe interessare
Cos’ha scoperto nei documenti: i rapporti tra Lutnick e Epstein
Il tutto inizia con la pubblicazione di 3,5 milioni di pagine di documenti relativi a una battaglia al Congresso, sostenuta da attivisti e vittime di Epstein. Proprio visionando i file, Andriesz notò la sigla HWL, ovvero Howard William Lutnick. Proprio grazie ai documenti, è emerso che il segretario non è stato preciso nel raccontare i suoi rapporti con il finanziere. Altre testimonianze mostrerebbero un legame nel 2012, quando Lutnick e la famiglia visitarono Epstein sulla sua isola privata, quattro anni dopo che il finanziere si era dichiarato colpevole di reati sessuali. Un ulteriore dettaglio è stato aggiunto dalla CBS News: sempre nel 2012 Lutnick ed Epstein firmarono un contratto per investire nella società di pubblicità digitale AdFin Solutions. Poi nel 2017 il finanziere donò 50 mila dollari a una cena di beneficenza in onore di Lutnick e l’anno successivo i due si scambiarono vari messaggi sia per opporsi all’ampliamento di uno spazio museale sia per discutere di una start-up in cui erano coinvolti.
Lo stesso Lutnick, lo scorso febbraio, ha ammesso di aver visitato l’isola di Epstein 14 anni fa, nonostante in precedenza avesse affermato di aver posto fine ai rapporti con il finanziere quando era stato condannato per reati sessuali.
Una confessione con grandi ripercussioni
Sui social Andriesz aveva aggiunto di aver condiviso informazioni con la principale commissione investigativa della Camera dei Rappresentanti degli Stati Uniti, ovvero la House Oversight Committee. Ancora: «le informazioni da me fornite hanno contribuito ad azioni da parte delle autorità di regolamentazione negli Stati Uniti e nel Regno Unito» e «ho segnalato all’Fbi e alle autorità di regolamentazione finanziaria questioni riguardanti il Relief Fund di Cantor Fitzgerald e l’annuale 9/11 Charity Day organizzato da BGC/Cantor». Una rivelazione importante per scavare a fondo del caso Epstein, ma che Andriesz ha dovuto anche scontare. «Le conseguenze personali della mia attività di whistleblower, così come le ritorsioni che, a mio dire, ne sono seguite, sono state devastanti per me e per la mia famiglia».
Foto di copertina: a sinistra il finanziere condannato per reati sessuali e morto suicida nel 2019 Jeffrey Epstein, al centro l’ex banchiere 57enne e il “whistleblower britannico” Simon Andriesz, a destra il segretario al Commercio degli Stati Uniti Howard Lutnick

