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Caso Epstein, lo sfogo di Lapo Elkann: «L’ho incrociato solo due volte, inaccettabile accostare il mio nome al suo»

05 Settembre 2026 - 14:52 Alba Romano
lapo-elkann epstein files
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La replica dopo le dichiarazioni del congressman americano Thomas Massie che aveva associato il suo nome a quello del finanziere statunitense pedofilo. La procura di Roma, intanto, ha aperto un'inchiesta
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«Vedere il proprio nome accostato a quello di Jeffrey Epstein, in assenza di elementi che giustifichino tale associazione, è inaccettabile». È lo sfogo di Lapo Elkann che torna a intervenire sull’inchiesta degli Epstein Files, dopo le dichiarazioni del congressman americano Thomas Massie che, nei giorni scorsi, aveva associato il suo nome a quello del finanziere statunitense pedofilo suicidatosi in carcere. In una nota, l’imprenditore annuncia che tutelerà la propria reputazione «in ogni sede opportuna» nei confronti di chiunque, a suo dire, utilizzi impropriamente il suo nome o diffonda informazioni «del tutto prive di fondamento».

«Il mio nome usato per distogliere l’attenzione su altri»

Elkann si dice pronto a collaborare con le autorità. «Sono, in ogni momento, a completa disposizione delle autorità competenti per fornire ogni elemento, chiarimento o informazione che dovesse essere ritenuto utile», si legge nella nota. E solleva un interrogativo sul motivo per cui il suo nome sia stato tirato in ballo. «Mi chiedo se l’utilizzo del mio nome non derivi dalla volontà di distogliere l’attenzione da altri», scrive.

«Ho incontrato Epstein solo due volte»

Quanto al presunto rapporto con Epstein, Elkann precisa di aver incontrato Epstein soltanto due volte. La prima a New York, quando era assistente di Henry Kissinger, durante un evento pubblico al quale partecipavano esponenti della politica e della finanza. La seconda a Roma, durante un appuntamento di business legato a Brasilinvest. «Come facilmente verificabile negli archivi pubblici, i cosiddetti “Epstein Files”, non c’è nessuna corrispondenza diretta tra me e lui», precisa. Nella parte finale della sua nota, Elkann sottolinea infine la propria sensibilità sul tema degli abusi e della violenza, anche alla luce della sua «triste esperienza personale». Impegno che, spiega l’imprenditore, porta avanti da anni attraverso la Fondazione Laps con «iniziative rivolte alle persone più vulnerabili,con particolare attenzione a donne e bambini vittime di violenza».

L’inchiesta della Procura di Roma

Le dichiarazioni di Elkann arrivano mentre la Procura di Roma ha aperto formalmente un fascicolo sugli Epstein Files per l’ipotesi di violenza sessuale. Nei giorni scorsi i magistrati hanno inviato una rogatoria al Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti per ottenere la documentazione relativa al caso, compresi gli atti che non sono ancora stati resi pubblici. L’obiettivo degli investigatori è verificare se cittadini italiani all’estero o persone che abbiano agito sul territorio italiano possano essere coinvolti in casi di violenza sessuale sui quali la Procura di Roma abbia competenza.

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