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Il Fatto, Report e Giorgia Meloni furiosa per Ranucci: «Così la Rai ne ha fatto un martire»

04 Settembre 2026 - 05:46 Alessandro D’Amato
giorgia meloni report sigfrido ranucci martire
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«Tanto valeva tenerlo lì», avrebbe detto la premier ai collaboratori. Le critiche a Rossi e Corsini
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Giorgia Meloni è furiosa anche stavolta. O almeno è quello che scrive il Fatto Quotidiano a proposito della conclusione (per ora) della vicenda di Sigfrido Ranucci. « Tanto valeva tenere lì Ranucci, così ne hanno fatto un martire», è il senso delle parole ai collaboratori. Il dossier Rai lo segue per lei Giovambattista Fazzolari. Mentre sono pessimi i rapporti con l’amministratore delegato scelto da FdI Giampaolo Rossi. E stavolta le critiche non risparmiano nemmeno il direttore dell’Approfondimento Paolo Corsini.

Il conduttore di Report

Meloni non si capacita del fallimento della nomina di Giulia Presutti. Prima portata avanti e poi costretta a un passo indietro (verrà compensata con una nuova conduzione). Mentre le inchieste della trasmissione hanno spesso preso di mira FdI e il centrodestra. Ignazio La Russa e la sua dinasty, i saluti romani dei giovani di FdI, il padre della stessa premier e Gennaro Sangiuliano sono le ferite che ancora bruciano di più. Negli anni del governo Meloni si è tentato di cancellare le repliche estive di Report e si è spostata la trasmissione dal lunedì alla domenica sera. Sempre con esiti nulli se l’intenzione era di mettere in difficoltà il programma.

Gli insulti a Salvo Sottile

Intanto ieri è andata in scena una lite tra Salvo Sottile e la redazione del programma. Il conduttore di Ore 12 ha incontrato due inviati: Bernardo Iovene e Luca Bertazzoni. «Ciao, come state?», chiede loro. La domanda viene probabilmente interpretata come una provocazione («non è così, il mio era solo un saluto») e l’incontro si trasforma in scontro: «Sei un venduto» seguito da insulti non riferibili. «Battute e battutacce», li definirà Sottile che cerca di gettare acqua sul fuoco: «Sono cose che capitano quando c’è tensione sul lavoro, anche se non dovrebbero mai succedere».

Spalle d’acciaio e schiena dritta

Sulla vicenda Bernardo Iovene non si scusa ma liquida il fatto con un «è stato un saluto tra vecchi amici». Mentre sui social Sigfrido Ranucci elogia la reazione dei suoi (ormai ex) inviati: «La mia squadra è sempre la mia squadra. Spalle d’acciaio e schiena dritta che non si piega neppure di fronte all’arroganza e le miserie di chi si sente protetto del potere. E per proteggersi meglio ha pure bloccato i commenti sotto i suoi post».

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