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Ucraina, i leader di Finlandia e Norvegia chiamano Putin prima dei negoziati di Abu Dhabi. Il Cremlino: «Pace solo se si tiene conto degli interessi russi»

27 Ottobre 2026 - 12:20 Antonia Verderosa
Il presidente norvegese e il presidente finlandese hanno avuto colloqui telefonici con Vladimir Putin
Stubb e Støre hanno avuto una conversazione «franca e sostanziale» con il leader russo. Sul tavolo anche la sicurezza nel Baltico. Poi la telefonata con Zelensky
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Una telefonata da Helsinki a Mosca, mentre la diplomazia cerca una strada per mettere fine alla guerra in Ucraina. Il presidente finlandese Alexander Stubb e il primo ministro norvegese Jonas Gahr Støre hanno parlato con Vladimir Putin, in vista dei prossimi negoziati previsti a novembre ad Abu Dhabi. L’iniziativa è partita dai due leader nordici, che volevano «trasmettere un messaggio diretto a Putin» prima della ripresa delle trattative, come ha spiegato la presidenza finlandese. Sul tavolo non soltanto il conflitto ucraino, ma anche la sicurezza nel Mar Baltico e nell’Europa settentrionale. Al termine della conversazione, Stubb e Støre hanno avuto un colloquio telefonico con il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, secondo quanto riferito da Kiev.

Stubb: «Per porre fine alla guerra servono colloqui diretti»

La chiamata è partita da Helsinki, dove si trovavano entrambi i leader. «La discussione è stata franca e sostanziale», ha dichiarato Stubb. Per il presidente finlandese, il dialogo con Mosca è anche una questione di sicurezza nazionale. «Siamo Paesi confinanti con la Russia. L’esito di questa guerra avrà un impatto diretto sulla nostra sicurezza e su quella dell’Europa nel suo complesso. Per porre fine alla guerra sono necessari colloqui diretti».

Anche Støre ha insistito sulla necessità di ridurre le tensioni. «La guerra comporta enormi costi umani e materiali. Le sofferenze e la distruzione avranno ripercussioni su intere generazioni», ha osservato il premier norvegese, spiegando che durante il colloquio è stata sottolineata «l’importanza di un allentamento delle tensioni». La presidenza finlandese ha però voluto chiarire un punto: Stubb e Støre hanno parlato in rappresentanza dei rispettivi Paesi, non a nome dell’Europa.

La posizione del Cremlino: «Una pace duratura deve tenere conto degli interessi della Russia»

Da Mosca, il resoconto della conversazione mette l’accento sulle condizioni poste dalla Russia per arrivare a un accordo. Secondo quanto riferito dall’ufficio stampa del Cremlino, citato dall’agenzia Tass, Putin ha illustrato ai due leader la situazione sul fronte ucraino, tornando su quelle che definisce le «cause profonde» del conflitto. Il presidente russo ha ribadito che una pace giusta e duratura sarà possibile soltanto tenendo conto degli interessi di Mosca. Una posizione che lascia aperta la distanza con Kiev sulle condizioni per fermare la guerra. La discussione ha riguardato anche le garanzie di sicurezza nel Mar Baltico e nell’Europa settentrionale, due aree particolarmente sensibili nei rapporti tra la Russia e i Paesi della Nato. I tre leader hanno inoltre richiamato l’importanza del diritto marittimo internazionale e del principio della libertà di navigazione.

Verso i negoziati di Abu Dhabi

La telefonata arriva una settimana dopo l’incontro del 20 ottobre a Oslo, dove Stubb e Støre avevano ricevuto Zelensky insieme all’inviato statunitense Steve Witkoff. Quest’ultimo si era poi recato a San Pietroburgo per discutere con Putin le proposte elaborate con gli alleati.

Il prossimo appuntamento diplomatico è previsto nella prima metà di novembre ad Abu Dhabi, dove Russia, Ucraina e Stati Uniti dovrebbero tornare a confrontarsi. Al centro dei colloqui ci saranno le garanzie di sicurezza per Kiev e Mosca e le condizioni necessarie per mettere fine alla guerra. Ma le distanze restano profonde, a cominciare dal destino dei territori ucraini occupati e dal futuro equilibrio della sicurezza europea.