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Perché Flavio Bolsonaro ha il passaporto italiano

28 Ottobre 2026 - 17:50 Stefania Carboni
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L'ottenimento della cittadinanza iure sanguinis nel 2023 per Flávio e il fratello Eduardo ha sollevato forti polemiche per le tempistiche anomalamente rapide. Storia di un cognome partito dal padovano (e di critiche che tornano puntuali)
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Riparato in Florida passando per l’Ecuador e l’Argentina di Milei, il tutto grazie a un passaporto italiano. È riuscita così la clamorosa fuga del senatore Flávio Bolsonaro, il candidato di destra sconfitto da Lula alle ultime presidenziali di domenica. A fare da scudo, la cittadinanza italiana ottenuta nel 2023 tra non poche polemiche politiche legate sia alla rapidità dell’iter per lui e per il fratello Eduardo, sia ai dubbi sulla reale continuità dello ius sanguinis dagli avi italiani.

Per capire le origini dello sfidante di Lula occorre pensare al papà di Flavio, l’ex presidente brasiliano Jair Bolsonaro (ora in carcere per tentato golpe), che in tempi non sospetti pubblicò sui social le foto dei nonni originari di Anguillara Veneta e l’immagine della madre, Donna Olinda, che da piccolo gli cantava “Mamma son tanto felice perché ritorno da te“. Le postò, ricostruisce Repubblica, quando ricevette dalla cittadina padovana la cittadinanza onoraria, tra le proteste della comunità locale brasiliana. A dispetto del fatto che da quel paese partì il nonno di Jair, Vittorio Borzonaro, mentre altri rami della famiglia hanno origini toscane (Lucca) e mantovane. I figli di Jair Bolsonaro – Flávio, Edoardo e Carlos – hanno avviato le pratiche e ottenuto ufficialmente il riconoscimento della cittadinanza italiana e il relativo passaporto tra il 2023 e il 2025. E anche quelle cittadinanze non passarono inosservate. Chiarimenti vennero chiesti in Parlamento nel gennaio 2023 dai deputati del Pd Serracchiani, Porta, Boldrini, Quartapelle, Procopio e Provenzano. Nello specifico, la loro interrogazione ricordava che «nel 2020, Flavio ed Edoardo Bolsonaro, figli del presidente del Brasile Jair Bolsonaro, hanno chiesto di accedere alla lista di attesa della cancelleria consolare dell’ambasciata d’Italia a Brasilia per essere formalmente convocati dalla rappresentanza ai fini del riconoscimento della cittadinanza iure sanguinis».

Le proteste e quelle carte italiane che convengono

I parlamentari Dem evidenziavano in quella richiesta due nodi cruciali: la necessità che la catena di trasmissione della cittadinanza non si fosse mai interrotta lungo la linea di discendenza e i tempi medi d’attesa per gli italiani all’estero, che solitamente oscillano tra i 10 e i 15 anni. Entrambi aspetti che non avrebbero colpito la famiglia dell’ex presidente. «Vogliamo sapere se siano state rispettate tutte le procedure, perché dalle date di rilascio dei passaporti emerge un’accelerazione che solleva alcuni dubbi», ha dichiarato stamane il co-leader di Avs Angelo Bonelli, annunciando un’ennesima interrogazione a Tajani. E non è la prima volta che torna sull’argomento. A maggio 2025, Bonelli era tornato ad attaccare duro il governo italiano, accusandolo di concedere il passaporto «a golpisti» come i Bolsonaro e il presidente argentino Milei, negandolo al contempo a chi ne avrebbe reale diritto.Parole quasi profetiche alla luce delle recenti dichiarazioni di Eduardo, fratello di Flávio ed ex deputato. Lo scorso 12 ottobre, esibendo il passaporto italiano sui social, Eduardo ha sfidato la Corte suprema di Brasilia a chiedere a Roma l’annullamento del documento per ottenerne l’estradizione. Il parlamentare deve infatti scontare una condanna a quattro anni e due mesi di carcere per aver tentato di ostacolare il processo a carico del padre Jair, condannato a sua volta a 27 anni per tentato golpe.