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Pier Silvio Berlusconi vince in Cassazione contro l’ex cuoco: respinta la richiesta da 680mila euro per straordinari e mancati riposi

31 Ottobre 2026 - 15:38 Cecilia Dardana
pier silvio berlusconi
La Suprema Corte mette la parola fine alla causa avviata da Giacomo Canale: l'orario di quattro giorni a settimana era compatibile con i turni di riposo e la paga includeva già le indennità. Le spese legali recuperate andranno in beneficenza alle associazioni di Viareggio
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Si chiude con una bocciatura netta e definitiva il contenzioso giudiziario tra l’amministratore delegato di Mediaset, Pier Silvio Berlusconi, e il suo ex cuoco personale, Giacomo Canale. La Corte di Cassazione, tramite un’ordinanza depositata il 29 ottobre, ha respinto l’ultimo ricorso presentato dal dipendente, che chiedeva un risarcimento complessivo di oltre 680mila euro per presunti straordinari mai retribuiti, mancati giorni di riposo e conseguenti danni psicofisici. Gli ermellini hanno rigettato tutti e cinque i motivi avanzati dalla difesa di Canale, dichiarandone quattro inammissibili e uno infondato. La decisione conferma integralmente la sentenza già emessa dalla Corte d’Appello di Genova, decretando la sconfitta dell’ex dipendente in ogni grado di giudizio, compreso un ulteriore ricorso per revocazione già risoltosi a suo sfavore.

Quattro giorni di lavoro e indennità forfettaria

A pesare sulla decisione dei giudici sono state anche le stesse dichiarazioni fornite nel tempo da Canale. Dagli atti è emerso che, per la quasi totalità del rapporto di lavoro, l’attività del cuoco si concentrava esclusivamente su quattro giorni a settimana, dal giovedì alla domenica, mentre dal lunedì al mercoledì ai fornelli subentrava un’altra persona. Un’organizzazione del lavoro che la Cassazione ha ritenuto del tutto compatibile con il regolare godimento dei periodi di riposo spettanti. La Suprema Corte ha inoltre rimarcato che lo stipendio percepito dall’ex chef comprendeva già una specifica indennità forfettaria, concepita proprio per assorbire e remunerare le ore di straordinario e l’eventuale impegno nei giorni festivi.

Le spese legali recuperate andranno in beneficenza

Oltre al rigetto integrale delle richieste risarcitorie, Canale è stato condannato a rifondere le spese legali di quest’ultimo grado di giudizio, quantificate in 4.500 euro oltre agli oneri di legge. Tutte le somme che verranno riscosse a titolo di rimborso delle spese legali, sia per il procedimento in Cassazione sia per i precedenti gradi di giudizio, saranno interamente devolute da Pier Silvio Berlusconi in beneficenza a favore di associazioni ed enti del territorio di Viareggio, città in cui risiede l’ex dipendente.

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