Cortei in tutta Italia, perquisite 60 persone in 23 città: «Hanno incitato alle violenze nelle chat e sui social»
Sono state eseguite 60 perquisizioni in 23 città da parte della digos e della polizia postale. Lo rende noto la polizia spiegando che «le perquisizioni sono state effettuate nei confronti di soggetti che nelle chat e nelle piattaforme social avevano incitato a compiere violenze nelle recenti manifestazioni di piazza». Lo sciopero generale contro il carovita, la guerra e il riarmo ha portato in piazza, venerdì 30 ottobre, migliaia di lavoratori e studenti, con mobilitazioni organizzate in circa 60 città.
Secondo i promotori, l’Unione Sindacale di Base (Usb), i partecipanti sarebbero stati oltre un milione, di cui circa 100 mila a Roma. Una stima più contenuta arriva invece dal Viminale, che parla di oltre 255 mila presenze su tutto il territorio nazionale. In serata, si sono però registrate tensioni a Roma e Torino, con lanci di bottiglie contro gli agenti, cariche e uso degli idranti da parte dei poliziotti.
La nota del sindacato di polizia
«Undici poliziotti e due carabinieri feriti, di cui un poliziotto con una frattura scomposta alla mano che dovrà essere sottoposto a intervento chirurgico». È il bilancio dei feriti tra le forze dell’ordine delle manifestazioni di venerdì. Lo ha riferito, in una nota, Domenico Pianese, segretario generale del sindacato di Polizia Coisp. «Secondo i nostri dati sono sei i poliziotti feriti a Mestre, quattro a Vicenza e uno a Torino, dove sono rimasti contusi anche due carabinieri. Ancora una volta il prezzo della violenza nelle piazze lo hanno pagato le divise», ha concluso.
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Roma, la manifestazione pacifica poi gli scontri

La situazione più critica si è registrata a Roma. Dopo il corteo pacifico, un gruppo di manifestanti ha tentato di raggiungere Montecitorio e altri edifici istituzionali. Gli scontri si sono concentrati nei pressi del Colosseo, lungo il Tevere e nella zona di Testaccio. Alcuni manifestanti hanno cercato di superare i cordoni di sicurezza, mentre contro gli agenti sono stati lanciati sassi, segnali stradali e petardi. Le forze dell’ordine sono intervenute con cariche, lacrimogeni e idranti.
La città è rimasta paralizzata per diverse ore. Nel tardo pomeriggio si è verificato anche un tentativo di assedio al ministero dell’Istruzione. Il bilancio nella Capitale è di otto persone fermate e circa 350 identificate. Per i partecipanti sono al vaglio diverse contestazioni, tra cui quella di blocco stradale. Il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ha condannato le aggressioni contro gli agenti, definendole «un attacco all’intera comunità» e assicurando che i responsabili saranno chiamati a risponderne. Il titolare del Viminale ha inoltre difeso l’operato delle forze dell’ordine, sottolineando l’equilibrio e l’efficacia dei dispositivi di sicurezza predisposti per garantire il diritto di manifestare pacificamente.
Scontri anche a Torino, Mestre e Vicenza

Momenti di tensione si sono verificati anche a Torino, dove manifestanti e forze dell’ordine sono entrati in contatto in più occasioni. In piazza Castello e via Roma scontri e tafferugli hanno coinvolto anche esponenti dei centri sociali. La situazione è rimasta critica anche dopo la conclusione ufficiale della manifestazione. A Mestre il bilancio è di sette agenti feriti, intervenuti per respingere un tentativo di sfondamento tra corso del Popolo e la rotatoria di via Gozzi. A Vicenza, invece, alcuni manifestanti hanno lanciato fuochi d’artificio contro la polizia nel tentativo di impedire il blocco della tangenziale di Ponte Alto. Quattro agenti sono rimasti feriti. Anche in questo caso le forze dell’ordine hanno risposto con lacrimogeni e idranti. Tre manifestanti sono stati accompagnati in ospedale, uno dei quali per una ferita alla testa.
Tangenziali bloccate a Milano e Bologna

A Milano non si sono registrati scontri diretti con le forze dell’ordine, ma la protesta ha provocato pesanti ripercussioni sulla viabilità. Studenti e lavoratori hanno occupato per circa un’ora e mezza la tangenziale Est, nei pressi dello svincolo di Lambrate. Tra gli striscioni presenti anche quello con la frase «Generazione Maranza». Terminata l’occupazione, il corteo ha ripreso il proprio percorso fino a piazza Leonardo da Vinci. Situazione simile a Bologna, dove migliaia di manifestanti hanno raggiunto via Stalingrado, premendo sullo sbarramento predisposto dalle forze dell’ordine. Dopo un iniziale lancio di uova e bottiglie, i partecipanti sono stati fatti passare e la situazione non è degenerata in ulteriori scontri.
Cortei pacifici a Genova e Napoli
Toni decisamente più tranquilli a Genova, dove il corteo ha raggiunto piazza De Ferrari, davanti a Palazzo Ducale, senza registrare particolari incidenti. Coinvolti anche i lavoratori del porto, che hanno aderito alla mobilitazione sindacale contro il traffico di armi. L’iniziativa ha interessato oltre cento scali marittimi distribuiti in 17 Paesi. Nessuna tensione neppure a Napoli, dove i manifestanti hanno raggiunto piazza del Plebiscito dopo essere passati dal varco Bausan del porto e aver attraversato via Marina. Nel corso della protesta, gli studenti del Collettivo auto-organizzato universitario hanno bruciato fotografie della presidente del Consiglio Giorgia Meloni e della ministra dell’Università Annamaria Bernini.

Foto copertina: ANSA/MASSIMO PERCOSSI | Manifestazione nazionale USB a Roma, 30 Ottobre 2026

