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Manovra, stretta del governo sugli aumenti di stipendio dei magistrati: cosa cambia dal 2027 con la «media ponderata»

01 Novembre 2026 - 15:09 Cecilia Dardana
stipendi magistratura
L'articolo 67 della legge di bilancio riscrive l'adeguamento delle retribuzioni per le toghe e gli avvocati dello Stato: calcoli Istat parametrati al peso delle categorie ed esclusi gli arretrati per evitare doppi conteggi
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La legge di bilancio interviene anche sulle buste paga della magistratura. Dopo i pronunciamenti giudiziari che avevano bocciato i precedenti sistemi di calcolo, l’esecutivo ha deciso di rimettere mano all’intero meccanismo di indicizzazione che àncora le retribuzioni dei magistrati ordinari, degli avvocati e dei procuratori dello Stato all’andamento stipendiale degli altri comparti del pubblico impiego. A delineare la nuova disciplina, è l’articolo 67 del testo della legge di bilancio, che introduce due specifici correttivi destinati a entrare formalmente a regime a partire dal 2027 per contenere e razionalizzare la dinamica degli adeguamenti automatici.

Il peso dei comparti

Il primo intervento riguarda direttamente i criteri statistici affidati all’Istat: per determinare l’entità degli incrementi economici non verrà più assegnato lo stesso peso a ogni singola categoria della pubblica amministrazione, ma si farà ricorso a una «media ponderata» che terrà conto della consistenza numerica effettiva dei dipendenti appartenenti a ciascun settore. In questo modo il calcolo risulterà proporzionato all’effettiva composizione della macchina statale, ridimensionando l’impatto dei settori numericamente marginali ma con retribuzioni medie più elevate.

L’addio agli arretrati

Il secondo paletto normativo punta invece a evitare duplicazioni contabili. Il testo stabilisce l’esclusione esplicita dal computo delle cosiddette «componenti arretrate», ossia le somme una tantum erogate per sanare i rinnovi contrattuali sottoscritti con ritardo rispetto alle scadenze ordinarie. Una clausola inserita per impedire che quegli importi, già recuperati dai lavoratori al momento della firma dei contratti collettivi, finiscano per essere conteggiati e riconosciuti una seconda volta nella base di calcolo dei futuri scatti economici per le toghe.

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