Manovra, l’Esercito resta a Milano: 500 militari in strada fino a marzo 2027. Stanziati oltre 6 milioni: le misure per la sicurezza e le risorse
Prorogata la presenza dell’Esercito a Milano. Saranno ancora 500 i militari impegnati in città fino al 31 marzo 2027, con il compito di affiancare le Forze dell’ordine nelle «attività di prevenzione della criminalità» e «controllo delle aree più sensibili». La proroga è contenuta in un articolo della Manovra e supera la scadenza di dicembre fissata dal decreto-legge del 22 ottobre 2026, approvato dopo gli scontri e le devastazioni durante le manifestazioni contro il carovita del 17 e 18 ottobre.
L’obiettivo, come si legge nel testo della Manovra, è «garantire la continuità dei servizi di presidio e controllo del territorio». I militari continueranno quindi a operare nell’ambito dell’operazione Strade Sicure, contribuendo al rafforzamento della sicurezza urbana. Per garantire la prosecuzione del servizio nei primi mesi del 2027, è stato previsto uno stanziamento complessivo di oltre 6,1 milioni.
Il ruolo dei 500 militari
Non si tratta soltanto di una presenza di supporto. Durante il servizio, i militari assumono infatti la qualifica di agenti di pubblica sicurezza e possono svolgere specifiche attività previste dalla legge. Tra queste rientrano l’identificazione delle persone e, nei casi consentiti dalla normativa, le perquisizioni personali sul posto. L’intervento avviene comunque sotto la direzione delle autorità di pubblica sicurezza competenti sul territorio e nel rispetto dei limiti stabiliti dalla legge. Era tramontata, dopo lo stop del Quirinale, la proposta del ministro della Difesa Guido Crosetto di estendere ai militari i poteri di polizia giudiziaria. Tempestiva la reazione di Mario Calabresi: «Non abbiamo bisogno di militarizzare la città, diciamo grazie all’Esercito ma abbiamo dimostrato di avere anticorpi di civiltà».
Le altre misure per la sicurezza: tornano i carabinieri ausiliari
Oltre alla proroga della presenza dei militari, la manovra introduce il ruolo dei carabinieri ausiliari della riserva volontaria con ferma iniziale di 1 anno (estendibile con rafferma di 2 anni). Ai militari appartenenti a questo ruolo sono attribuite le qualifiche di agente di pubblica sicurezza e di polizia giudiziaria, oltre a una riserva fino al 30% dei posti nei concorsi per le carriere iniziali dell’Arma. Il tetto di reclutamento è pari a 600 unità nel 2027 e a 1.000 unità annue a decorrere dal 2028. Potranno candidarsi gli aspiranti di età non superiore a 26 anni, in possesso almeno della licenza media e dei requisiti di idoneità fisica, psichica e attitudinale previsti per l’arruolamento.
Per finanziare il reclutamento la manovra autorizza una spesa di 41,78 milioni nel 2027, 82,8 milioni nel 2028 e 118,39 milioni nel 2029. Le risorse saliranno a 156,51 milioni nel 2030, per poi stabilizzarsi a 141,44 milioni annui dal 2031. Vengono inoltre istituiti specifici fondi di parte corrente e in conto capitale per finanziare successivi interventi normativi volti a istituire l’omologa figura dell’ausiliario della riserva volontaria per la Guardia di Finanza, la Polizia di Stato e la Polizia Penitenziaria (art. 96 della Legge di Bilancio).
Caserme e infrastrutture: 104 milioni e corsia veloce per i cantieri
La manovra destina inoltre 104 milioni di euro in due anni alla costruzione di nuove caserme e all’ammodernamento delle infrastrutture militari, prevedendo procedure semplificate per accelerare i lavori. L’articolo 94 istituisce un fondo presso il ministero della Difesa con una dotazione di 17 milioni per il 2027 e 87 milioni per il 2028. Le risorse saranno destinate alle infrastrutture dell’Esercito, della Marina e dell’Aeronautica.
Tra gli interventi finanziabili figurano la costruzione di nuove caserme demaniali, l’acquisto degli arredi, la ristrutturazione e l’ampliamento degli edifici esistenti, oltre a lavori di efficientamento energetico e miglioramento antisismico. L’elenco degli interventi, con l’indicazione della localizzazione delle opere e delle relative caratteristiche progettuali, dovrà essere approvato con decreto ministeriale entro sei mesi dall’entrata in vigore della legge.
Per velocizzare i lavori, l’approvazione dei progetti comporterà la dichiarazione di pubblica utilità, urgenza e indifferibilità delle opere, mentre per gli appalti si applicheranno le procedure semplificate previste dalla normativa sui contratti pubblici. Nella scelta degli interventi potranno essere privilegiate la demolizione e ricostruzione di edifici demaniali sullo stesso sedime, la concentrazione di più reparti in un’unica struttura e l’acquisizione di immobili o terreni, anche attraverso permute con beni dello Stato.
Straordinari delle forze dell’ordine e fondo per le polizie locali
L’articolo 98 del testo, rubricato «Valorizzazione del personale dei Corpi di polizia», dispone l’incremento strutturale, a decorrere dall’anno 2027, delle risorse destinate ai fondi per l’efficienza dei servizi istituzionali (FESI) per il personale delle forze di polizia a ordinamento civile e militare.
Viene inoltre autorizzata per l’anno 2027 la spesa complessiva di 50 milioni di euro per remunerare le prestazioni di lavoro straordinario già svolte dal personale delle Forze di polizia, in deroga ai limiti ordinari sui fondi del trattamento accessorio (Polizia di Stato: 19 milioni di euro, Arma dei carabinieri: 19 milioni di euro; Corpo della guardia di finanza: 9,5 milioni di euro; Corpo di polizia penitenziaria: 2,5 milioni di euro).
La manovra prevede, inoltre, assunzioni straordinarie per il contrasto alla criminalità organizzata, un contingente di 180 unità complessive tra il 2027 e il 2032 e l’istituzione di un fondo statale a decorrere dal 2027 con una dotazione di 45 milioni di euro annui, destinato ai Comuni per assunzioni a tempo indeterminato di personale nei Corpi di polizia locale.
Foto copertina: ANSA/PAOLO SALMOIRAGO | Fermi e controlli di polizia ed esercito in Piazza Duomo a Milano, 24 ottobre 2026

