Manovra 2027 «bollinata», come cambiano le tasse per banche, imprese energetiche e lavoratori giovani. Le misure su taglio Irpef, nuova flat tax e pensioni
Più che tassare gli extraprofitti, nella manovra 2027 banche e assicurazioni, oltre che imprese energetiche, sono chiamate a fare i conti con un primo incremento di tasse. Per il settore finaziario, infatti, il testo bollinato dalla Ragioneria dello Stato prevede un aumento dell’addizionale Ires sale di 3 punti percentuali nel 2027 e nel 2028. Lo stesso aumento riguarda le imprese di assicurazione e riassicurazione. In entrambi i casi è prevista una detrazione fino a 200mila euro, entro la differenza tra l’imposta calcolata con il rialzo e quella dovuta senza. Per le imprese energetiche l’Irap cresce di 5 punti nel primo periodo d’imposta successivo a quello in corso a fine 2026 e di 3 punti nei due successivi. La norma vieta di «traslare, direttamente o indirettamente, sui prezzi» il maggior carico fiscale, anche tramite tariffe, corrispettivi e commissioni.
Raddoppia la Tobin tax
Raddoppia l’imposta sulle transazioni finanziarie, la cosiddetta Tobin tax: l’aliquota passa dallo 0,4% allo 0,8% del valore dell’operazione. Sale anche quella sulle negoziazioni ad alta frequenza, dallo 0,04% allo 0,08%. Il testo conta 157 articoli. Il Corriere della Sera scrive che gli interventi valgono 26 miliardi nel 2027 e 27 nel 2028. Oltre la metà è finanziata in deficit, grazie alla «clausola di salvaguardia» sulle spese per difesa ed energia autorizzata dalla Commissione Ue.
L’effetto finanziario complessivo della manovra su banche e assicurazioni vale l’anno prossimo circa 5,8 miliardi, secondo la relazione tecnica. L’aumento di tre punti dell’aliquota dell’addizionale Ires supera 1,47 miliardi nel biennio (783,7 milioni nel 2027 e 694,6 milioni nel 2028). La modifica all’Irap (cioè la riduzione al 30% della deducibilità delle altre spese amministrative e degli ammortamenti di beni strumentali), che il ddl stabilisce come strutturale, garantisce maggiori incassi per 1,33 miliardi nel 2027, 1,55 miliardi nel 2028, 1,19 miliardi nel 2029, 1,13 miliardi nel 2030, 1,15 miliardi nel 2031 e 1,15 miliardi dal 2032. Dalle modifiche al regime della deduzione dei componenti negativi connessi alle Dta sono previsti incassi nel 2027 per oltre 2 miliardi. L’incremento della Tobin Tax vale invece 1,38 miliardi. Infine l’imposta sulle riserve matematiche dei rami vita costerà alle assicurazioni l’anno prossimo 258 milioni
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Taglio Irpef: quanto cambia in busta paga per i dipendenti
Dal 2027 il secondo scaglione Irpef sale da 50 a 55mila euro. Sulla quota di reddito compresa tra le due soglie si pagherà il 33% invece del 43%. Il risparmio massimo è di 500 euro l’anno. Cresce di 100 euro ogni mille euro di imponibile oltre i 50mila: 100 euro con 51mila, 300 con 53mila, 500 con 55mila. Chi sta sotto i 50mila euro non ha alcun vantaggio. Il calcolo riguarda l’imponibile fiscale, non la retribuzione lorda, e misura l’Irpef prima delle detrazioni. Secondo la relazione tecnica, la misura coinvolge circa 3,2 milioni di contribuenti. Il costo per lo Stato è di circa 1,3 miliardi, mentre il taglio resta soggetto all’esame del Parlamento. Vale sia per i lavoratori sia per i pensionati e si somma alla riduzione dal 35 al 33% già prevista per il 2026.
Lavoro notturno, festivo e dividendi: le altre misure per i lavoratori
Le maggiorazioni e le indennità per lavoro notturno, festivo, nei giorni di riposo settimanale e a turni sono tassate con un’imposta sostitutiva del 15%. Il limite è di 1.500 euro annui e la misura spetta solo ai dipendenti con reddito non superiore a 40.000 euro nell’anno precedente. I dividendi corrisposti ai lavoratori e derivanti da azioni date al posto dei premi di risultato, fino a 1.500 euro annui, sono esenti dalle imposte sui redditi per il 50%. L’Ansa riporta inoltre la proroga al 2027 della flat tax fino a 35mila euro per chi nell’anno precedente ha percepito redditi di lavoro dipendente e assimilati.
Pensioni: rivalutazione piena solo fino a quattro volte il minimo
La rivalutazione resta al 100% per gli assegni pari o inferiori a quattro volte il minimo Inps, cioè fino a 2.447,4 euro su un trattamento minimo di 611,85 euro. Per i trattamenti «pari o inferiori a cinque volte» il minimo, fino a 3.059,25 euro, scende all’85%. Il taglio prosegue in modo progressivo: 53% per gli importi sotto le sei volte il minimo, fino a 3.671,1 euro, e 47% tra sei e otto volte, fino a 4.894,8 euro. Si scende poi al 37% tra otto e dieci volte, fino a 6.118,5 euro, e al 32% oltre le dieci volte. I pensionati rientrano anche nel taglio dell’Irpef per i redditi tra 50 e 55mila euro.
Arriva un fondo «per il supporto in uscita dal mercato del lavoro» da 850 milioni di euro all’anno per il triennio 2027-2029. Si tratta della misura che secondo la Lega è destinata a favorire il superamento della legge Fornero sulle pensioni. Il fondo è «destinato a finanziare interventi, da adottare – si legge nel testo – con successivo provvedimento legislativo, diretti a disciplinare misure di supporto in uscita dal mercato del lavoro, anche con riferimento a specifici soggetti in difficoltà e con eventuali misure in materia di ammortizzatori sociali».
Forfettari: la flat tax sale a 100mila euro e la Cgil protesta
Per le partite Iva in regime forfettario la soglia passa da 85mila a 100mila euro. L’aliquota resta al 15%, o al 5% per le nuove attività. Chi supera gli 85mila senza arrivare ai 100mila può mantenere il regime l’anno successivo, mentre con le regole attuali esce dall’anno seguente. Secondo le stime del Corriere della Sera, con 90mila euro di compensi il prelievo tra imposte e contributi scende da circa 33.500 a 26.100 euro, con 7.450 euro risparmiati. La relazione tecnica stima che «circa 41.000 soggetti opteranno per il regime forfetario». Il segretario confederale della Cgil Christian Ferrari parla di una «disparità di trattamento clamorosa». Per un professionista con 100mila euro che paga 8.658 euro di imposta sostitutiva calcola un risparmio di circa 10mila euro l’anno, mentre per un dipendente con 51mila euro il taglio Irpef vale appena 100 euro. Ferrari ricorda anche che, secondo i dati del Mef, oltre il 92% di dipendenti e pensionati ha redditi sotto i 50mila euro. Resta aperto il nodo Iva: il governo prevede di introdurre l’obbligo di addebitarla ai clienti per chi fattura fino a 100mila euro, ma la soluzione va concordata con Bruxelles.
Giovani: tassa all’1% sugli aumenti per gli under 30 e misure sulla casa
Per i giovani dipendenti la manovra prevede un’imposta dell’1% sull’aumento del reddito, fino a 2.500 euro l’anno, per un solo anno. Il Corriere fa l’esempio di un impiegato di 29 anni con 30mila euro lordi. Se nel 2027 lo stipendio sale di 2.500 euro lordi, tolti i contributi Inps al 9,19%, pagherebbe circa 23 euro di tasse e gli resterebbero in tasca circa 2.250 euro, contro i 1.340 con la tassazione ordinaria. Il risparmio sarebbe di circa 900 euro. La misura coinvolte le retribuzioni non superiori a euro 28.000, per i nati dopo il 31 dicembre 1997, e solo per una quota del reddito pari alla differenza tra quest’ultimo e il reddito normalizzato dell’anno precedente, precisa il disegno di legge.
Le agevolazioni per le assunzioni di under 26 e madri
Sale la maxi deduzione del costo del lavoro per le nuove assunzioni di giovani under 36 e di lavoratrici madri. La manovra prevede per il 2027, «qualora i nuovi assunti siano lavoratrici madri o di età inferiore ai 36 anni, il coefficiente di maggiorazione» viene incrementato rispettivamente dal 20% «all’80 per cento e al 40 per cento».
«In base ai dati dichiarativi provvisori relativi all’anno 2024, all’agevolazione originaria, prevista inizialmente per il solo anno 2024 e successivamente prorogata per il triennio 2025-2027 – si legge nella Relazione tecnica – le assunzioni per le quali è stato fruito il beneficio sono il 14% del totale delle nuove assunzioni a tempo indeterminato risultanti dalle certificazioni uniche».
Il fondo mutui prima casa prorogato al 2029
Gli altri interventi per gli under 36 riguardano la casa. Il Fondo mutui prima casa è prorogato al 2029 con garanzie fino all’80% e una dotazione aumentata di 400 milioni complessivi. La cedolare secca sugli affitti concordati scende all’1% se il conduttore ha meno di 36 anni, solo per i nuovi contratti dal 2027.

