Manovra, arrivano climatizzatori e pompe di calore in tutte le scuole. La stoccata di Meloni sui banchi a rotelle: «Senza oggi staremmo meglio»
Climatizzatori e pompe di calore in tutte le scuole italiane. È una delle novità annunciate dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni durante la conferenza stampa a Palazzo Chigi, dopo il via libera del Consiglio dei ministri alla legge di Bilancio per il 2027. L’obiettivo è rendere più vivibili le aule scolastiche, garantendo temperature adeguate sia durante i mesi invernali sia con l’arrivo del caldo, nelle ultime estati sempre più estremo. Per vedere la messa a terra dei primi finanziamenti però, bisognerà attendere il 2028.
«Abbiamo deciso di utilizzare una parte delle risorse della National Escape Clause, parte energetica, per dotare tutte le scuole italiane di climatizzatori e pompe di calore», ha annunciato Meloni, spiegando che l’intervento risponde a un’esigenza ben nota. «È una richiesta che arriva dalle famiglie, dagli insegnanti, dai ragazzi. È una questione oggettivamente di civiltà, nessuno dovrebbe studiare al freddo o a 35 gradi a giugno».
La stoccata sui banchi a rotelle
La premier poi non risparmia una frecciata agli avversari, tirando in ballo gli «utilissimi» banchi a rotelle, acquistati durante l’emergenza Covid, quando a Palazzo Chigi sedeva Giuseppe Conte. «Se in passato, invece di dedicare le risorse a comprarli, ci si fosse occupati anche di questo, oggi staremmo meglio», ha osservato la presidente del Consiglio.
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Il tema del raffrescamento delle aule scolastiche, dopo un’estate rovente, era infatti già stato affrontato dal ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara, che a settembre aveva annunciato uno stanziamento di 20 milioni di euro proprio per l’acquisto di apparecchi e dispositivi per il controllo delle temperature negli ambienti scolastici. Il ministro aveva inoltre anticipato l’intenzione di predisporre un piano più ampio per l’efficientamento energetico degli edifici. Con la manovra, a questo punto arriva un salto di qualità, con un intervento di portata nazionale.
Fondi anche per università e ospedali. Ma i soldi arriveranno nel 2028
Il piano non riguarderà soltanto le scuole. «Finanziamo anche l’efficientamento energetico delle università e quello degli ospedali», ha spiegato Meloni. Puntare alla riduzione dei consumi energetici attraverso interventi di riqualificazione degli edifici, dagli atenei alle strutture sanitarie.
E a finanziare le misure sarà la componente energetica della National Escape Clause (NEC), la clausola di salvaguardia nazionale che consente agli Stati membri dell’Unione europea, a determinate condizioni, di beneficiare di margini temporanei di flessibilità rispetto alle regole di bilancio. Proprio per il settore energetico, l’Italia ha previsto circa 7,2 miliardi di euro nel 2027 e 7,4 miliardi nel 2028, da destinare a interventi per la sicurezza e l’efficienza energetica.
Da capire quanti di questi fondi saranno poi destinati specificamente alle scuole, alle università e agli ospedali. E soprattutto i tempi, che non saranno immediati. Le misure sono operative da subito, «cioè dal 2027, che è l’anno però in cui si devono fare i bandi e quindi le risorse vengono erogate a partire dal 2028», ha chiarito la premier. Ancora qualche estate rovente, dunque, attende gli studenti.

