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Dal 2027 arriva un mese di congedo parentale in più retribuito all’80%: cosa cambia con le novità previste dalla Manovra

28 Ottobre 2026 - 18:18 Bruno Gaetani
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Per il secondo figlio, le mensilità retribuite all'80% salgono a 5. Per il terzo figlio, si arriva a sei. Ecco cosa cambia
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Un mese in più di congedo parentale per tutti, che sale per le famiglie con più figli. È la novità annunciata dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni al termine del Consiglio dei ministri che ha approvato la legge di bilancio per il 2027. «Quest’anno aggiungiamo per tutti un ulteriore mese», ha detto la premier in conferenza stampa, spiegando che per il secondo figlio i mesi di congedo retribuiti all’80% aumenteranno di due, arrivando «complessivamente fino a 5», mentre dal terzo figlio saliranno a sei.

Come funziona oggi il congedo parentale

Il congedo parentale è il periodo di astensione facoltativa dal lavoro che madri e padri possono utilizzare per occuparsi dei figli dopo il congedo obbligatorio di maternità e paternità. Ne possono usufruire entrambi i genitori lavoratori dipendenti, purché il rapporto di lavoro sia in essere, anche in caso di adozione o affidamento, ma il diritto è riconosciuto – con regole e limiti diversi – anche ai lavoratori autonomi e agli iscritti alla Gestione separata. Per i lavoratori dipendenti, la durata complessiva è di dieci mesi tra i due genitori, che possono diventare undici se il padre si astiene dal lavoro per almeno tre mesi. Il limite individuale è generalmente di sei mesi per ciascun genitore, elevabile a sette per il padre nelle condizioni previste dalla legge. Sul fronte economico, le regole attuali prevedono fino a tre mesi complessivi di congedo indennizzati all’80% della retribuzione e fruibili entro i sei anni di vita del bambino.

Cosa cambia dal 2027

La manovra punta ad ampliare il numero di mesi di congedo parentale coperti da un’indennità più elevata. Stando alle anticipazioni di Meloni, la misura prevede un mese aggiuntivo per tutti e un incremento maggiore per le famiglie con più figli: per il secondo figlio i mesi retribuiti all’80% arriverebbero fino a cinque, mentre dal terzo figlio in poi salirebbero a sei. Il potenziamento, dunque, non riguarda soltanto la durata del congedo, ma soprattutto la quota di retribuzione riconosciuta durante l’assenza dal lavoro. Resta fuori dalla manovra, invece, il congedo paritario chiesto a gran voce dalle opposizioni, che da tempo chiedono di rendere più equa la distribuzione dei tempi di cura tra madri e padri.

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