Perché Leonardo Maria Del Vecchio vuol comprare il Fatto quotidiano? Come lo spiega lui e la teoria di Selvaggia Lucarelli
Leonardo Maria Del Vecchio non molla dall’idea di comprare il Fatto quotidiano. E non sembra farlo desistere neanche il comunicato dei soci, da Marco Travaglio a Peter Gomez, che gli hanno di fatto risposto «no, grazie». Anzi, l’erede del fondatore di Essilor Luxottica insiste e spiega perché vorrebbe comprare il quotidiano e cosa ne vorrebbe fare una volta diventato l’editore del gruppo Seif. Versione che poco o niente convince dalle parti del Fatto, a cominciare da Selvaggia Lucarelli, convinta che il piano sia in realtà distruggere in modo definitivo uno dei giornali più critici nei confronti del giovane ereditiere.
Cosa hanno risposto i soci fondatori del Fatto
A poche ore dall’annuncio della possibile Opa, i soci di Seif Antonio Padellaro, Cinzia Monteverdi, Francesco Aliberti, Peter Gomez, Marco Travaglio, Marco Lillo e Luca d’Aprile hanno fatto sapere di «non essere interessati a cedere la propria quota e dunque di non voler aderire a una eventuale offerta pubblica di acquisto che fosse promossa da Lmdv Media all’esito della due diligence annunciata». Nella nota della Società Editoriale Il Fatto si ricordava come i fondatori detengano la maggioranza del capitale con un tetto del 17 per cento ciascuno. Senza la loro adesione, il messaggio è chiaro, il progetto di Del Vecchio jr non può proprio realizzarsi.
Perché l’Opa su Seif è difficile da chiudere
Il nodo sta nelle condizioni indicate da Lmdv Media. L’offerta sarebbe subordinata, tra l’altro, a una partecipazione di almeno l’82,9% del capitale votante nell’assemblea ordinaria. Serve a rendere inoperante il limite statutario che vieta di possedere azioni Seif oltre il 17%. Il consiglio di amministrazione si riunirà nei prossimi giorni per esaminare il preannuncio di offerta, ma l’esito appare scontato. Intanto il titolo ha debuttato in Borsa oggi lunedì 26 ottobre con un balzo del 20,91%, a 0,266 euro. L’eventuale Opa volontaria totalitaria, finalizzata al delisting, sarebbe lanciata a 0,286 euro per azione, per un controvalore di 7.152.860 euro.
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Che cosa promette Leonardo Maria Del Vecchio al Fatto quotidiano
Ma perché Del Vecchio vuole comprare il Fatto quotidiano che da tempo gli «fa le pulci», come sostengono dalla redazione di Travaglio? È il presidente di Lmdv capital a dare una risposta tutta da decifrare: «Il pluralismo non si dichiara, si finanzia. Il Fatto ha scritto molto di noi, anche in modo critico». E ancora: «È esattamente il giornalismo che vogliamo proteggere. Non chiediamo a nessuno di cambiare idea su di noi. Chiediamo solo di ascoltare un progetto che mette al sicuro il giornale. Siamo disponibili a incontrare i soci fondatori, il direttore e il comitato di redazione, quando e come preferiscono». Nella nota, Lmdv Media dice di prendere atto «con rispetto» della posizione dei soci. Riconosce al giornale, in diciassette anni, una «comunità di lettori fedele ed esigente» e un’identità fondata su inchieste e indipendenza. Il progetto prevederebbe la conferma della direzione Travaglio, la piena autonomia della redazione e nessuna modifica a linea editoriale e formato.
I conti del Fatto e i 4 milioni di fabbisogno
La nota di Lmdv Media parte dai risultati del primo semestre 2026: abbonamenti digitali in crescita del 17,6%, raccolta pubblicitaria in aumento del 35% ed Ebitda raddoppiato. Poi guarda alla struttura finanziaria. Il bilancio consolidato 2025 si è chiuso con una perdita di 2,6 milioni e un patrimonio netto negativo per 6,4 milioni. La società di revisione ha segnalato un’incertezza significativa sulla continuità aziendale, sia sul bilancio 2025 sia sulla semestrale 2026. Le stime preliminari indicano un fabbisogno fino a 4 milioni nei prossimi 24 mesi, da verificare insieme al management. Il piano include l’ingresso di Seif nel programma di investimenti tecnologici di Lmdv Media: piattaforme digitali, dati, distribuzione, nuovi formati. Per Lmdv Media «un gruppo che pubblica testate con sensibilità diverse ha una sola condizione per esistere: rispettare l’identità di ciascuna». La due diligence prosegue, con termini e condizioni dell’eventuale offerta invariati.
Le accuse di Selvaggia Lucarelli a Del Vecchio
Sull’operazione è intervenuta anche Selvaggia Lucarelli, giornalista e conduttrice che collabora con Il Fatto Quotidiano. Lo ha fatto con alcune storie su Instagram, rivolgendosi alla società editoriale di Del Vecchio, Lmdv Media. Il primo interrogativo è diretto: «Se sai già che i proprietari non vendono, che cosa vuoi davvero comprare? Il giornale, le informazioni sul giornale o semplicemente qualche giorno di intimidazione mediatica?». Poi l’accusa più netta: «Del Vecchio vuole comprare il Fatto per controllarlo (quindi distruggerlo), visto che gli fa le pulci (articolo di tre giorni fa)». Secondo Lucarelli la cosa infastidirebbe sia l’imprenditore sia il suo spin doctor, indicato come «il Falena». E ancora: «Pensa che il Fatto sia il Twiga: Lo voglio, me lo compro».

Nelle stesse storie la giornalista ha pubblicato e criticato la prima pagina di Libero, che titola «Del Vecchio si compra Travaglio». Per poi condividere un estratto di un articolo di Class Cnbc sulla vicenda, accompagnandolo con la frase «Per chi non stesse capendo quello che è in divenire (qualcosa di molto inquietante)». Infine l’invito ai lettori: in edicola, scrive, bisogna comprare Il Fatto. La prima pagina del quotidiano diretto da Marco Travaglio titola infatti: «Il fatto fa le pulci a Del Vecchio e lui prova a comprarsi Il Fatto».

