Gemelli nati dalla stessa mamma ma da due uteri distinti: a Padova il caso medico eccezionale
Un evento rarissimo nella letteratura scientifica mondiale, documentato in precedenza appena sei volte: due gemelli concepiti e cresciuti contemporaneamente all’interno di due cavità uterine differenti della stessa donna. È la vicenda medica straordinaria registrata all’Azienda Ospedale Università di Padova, che ha visto protagonista la ventiquattrenne Manar Ismaili.
La malformazione e la doppia gestazione
Come raccontato da Il Gazzettino, la neomamma convive con un’anomalia congenita nota come utero bicorne-bicolle. L’eccezionalità del caso risiede nel fatto che gli embrioni si sono impiantati e sviluppati parallelamente in entrambi gli uteri: da una parte il piccolo Noah, dall’altra la sorellina Laila. I bambini sono venuti alla luce il 23 settembre tramite taglio cesareo alla trentesima settimana di gestazione: Noah con un peso di 1.930 grammi e Laila di 1.590 grammi. Entrambi godono di ottima salute e trascorreranno ancora pochi giorni nella terapia subintensiva/reparto di Neonatologia per raggiungere il target di peso ideale per il rientro a casa.
La gestione clinica e il monitoraggio
La giovane donna è stata presa in carico a Padova alla sedicesima settimana su segnalazione dei medici di San Donà di Piave. Il quadro richiedeva un’attenzione speciale: «I due uteri erano più piccoli del normale e poco elastici, una condizione che esponeva la gestazione a rischi elevati», ha spiegato la dottoressa Paola Veronese, direttrice dell’Uoc di Ostetricia e Ginecologia dell’ospedale padovano. A ciò si aggiungeva la necessità di tenere costantemente sotto controllo il diabete mellito di tipo 1 da cui la donna è affetta, con visite ed esami a cadenza bisettimanale.
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Il parto programmato e l’intervento
Alla trentesima settimana la rottura prematura delle membrane del maschietto ha imposto il ricovero immediato. L’équipe medica ha avviato le terapie per accelerare la maturazione polmonare e limitare i rischi legati alla prematurità, procedendo con il cesareo due giorni dopo. La scelta chirurgica non è dipesa dalla duplicità uterina in sé — con un feto singolo non ci sarebbero state preclusioni al parto per le vie naturali — ma dalla compresenza dei due gemelli. In sala operatoria l’incisione ha consentito l’accesso sequenziale ai due comparti, estraendo prima Noah e poi Laila, coronando con successo un percorso clinico ad altissima complessità.

