Ultime notizie AutotrasportatoriGiorgia MeloniGiovaniSigfrido RanucciUcraina
ATTUALITÀBambiniGravidanzaIstatItaliaMaternità

Istat, nuovo minimo storico di figli per donna: 1,14 nel 2025. E sale ancora l’età in cui si diventa madri

21 Ottobre 2026 - 13:18 Antonia Verderosa
Calo natalità in Italia
L'allarme denatalità dell'Istat: lo scorso anno sono nati meno di 356mila bambini, il 38% in meno rispetto al 2008
Google Preferred Site

I dati sulla denatalità raggiungono il minimo storico: i bambini nati nel 2025 sono stati 355.772, 14mila in meno rispetto all’anno precedente, con un calo del 3,8 per cento. E rispetto al 2008, quando le nascite superavano quota 576mila, il Paese ha perso oltre 220mila nuovi nati, quasi quattro su dieci. La discesa continua anche nel 2026: tra gennaio e luglio sono nati 196.864 bambini, circa 2mila in meno rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. È quanto emerge dal rapporto Istat sulla natalità e la fecondità, pubblicato mercoledì 21 ottobre.

Sempre meno figli: il nuovo minimo storico

Il numero medio di figli per donna ha raggiunto 1,14 nel 2025, il valore più basso mai registrato, contro l’1,18 del 2024. Le prime stime del 2026 indicano un’ulteriore flessione a 1,13. A diminuire sono sia i primi figli (-3,7%) sia i secondi (-4,8%), soprattutto nel Mezzogiorno.

Dietro il calo delle nascite ci sono anche ragioni demografiche: le generazioni che oggi hanno tra i 30 e i 40 anni, la fascia in cui si concentra la maggior parte delle nascite, sono meno numerose di quelle precedenti. Ma l’Istat richiama anche le difficoltà dei più giovani nel costruire una famiglia, dalla precarietà lavorativa al costo delle abitazioni, fino agli ostacoli nel conciliare lavoro e figli.

La diminuzione riguarda sia le coppie italiane sia quelle straniere. Nel 2025 i bambini nati da genitori entrambi italiani sono stati 275.330, il 4,8% in meno rispetto all’anno precedente. In calo anche le nascite da genitori entrambi stranieri, scese a 49.002 (-3,1%). Aumentano invece quelle delle coppie miste, con un genitore italiano e uno straniero: 31.440, il 4,2% in più rispetto al 2024. Complessivamente, quasi un bambino su quattro (22,6%) ha almeno un genitore straniero.

Il primo figlio arriva sempre più tardi, in media a 32 anni

Per la prima volta l’età media delle donne alla nascita del primo figlio raggiunge i 32 anni, quasi quattro in più rispetto al 1995. Considerando anche i figli successivi, si sale a 32,7 anni. E cresce anche la quota di chi non diventa madre. Tra le donne nate nel 1976, che nel 2025 hanno compiuto 49 anni, il 23% non ha avuto figli. Tra quelle nate nel 1947 la percentuale era appena del 10%.

Le laureate fanno meno figli o diventano mamme più tardi

A incidere sui tempi della maternità è anche il percorso di studi. Le donne laureate hanno in media 1,09 figli, contro gli 1,58 delle donne con licenza media. Tra le diplomate il valore scende a 1,06. Cambia soprattutto l’età: le laureate partoriscono in media a 34,9 anni, oltre cinque anni dopo le donne con licenza media (29,7). Per le diplomate la media è di 32,5 anni. Secondo l’Istat, i percorsi di formazione più lunghi, le difficoltà di ingresso nel mercato del lavoro e la distribuzione dei carichi di cura possono contribuire a rinviare la scelta di avere un figlio.

Sardegna ultima per fecondità. Quasi un bambino su due nasce fuori dal matrimonio

Il calo della fecondità riguarda quasi tutto il Paese, ad eccezione di Valle d’Aosta e Bolzano. La provincia autonoma conserva il primato con 1,54 figli per donna, mentre in Sardegna si registra il dato più basso, con 0,85. Cambiano anche le famiglie. Nel 2025 il 44,1% dei bambini è nato da genitori non sposati, una quota che continua a crescere. Nel Centro Italia, per la prima volta, oltre un bambino su due nasce fuori dal matrimonio.

leggi anche