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Sapienza, terza fumata nera per il rettore: sarà ballottaggio tra Fabio Lucidi e Antonio Carcaterra. Chi sono e cosa propongono

23 Ottobre 2026 - 18:21 Ygnazia Cigna
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Nessuno ha raggiunto la maggioranza assoluta del 50% più uno dei voti. La sfida per la guida dell’ateneo si restringe ai due candidati con più voti. Ora si torna alle urne il 27, 28, 29 e 30 ottobre
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Non c’è due senza tre, fumate nere. La Sapienza di Roma dovrà attendere ancora per conoscere il nome del nuovo rettore. Anche la terza votazione, infatti, si è conclusa senza un candidato in grado di raggiungere la maggioranza assoluta, pari al 50% più uno dei voti. La sfida per la guida del più grande ateneo d’Europa si sposta così al ballottaggio, che vedrà contrapposti Fabio Lucidi, professore ordinario di Psicometria e attuale prorettore alla Terza e alla Quarta Missione e ai rapporti con gli studenti, e Antonio Carcaterra, professore ordinario di Meccanica applicata alle macchine e direttore del dipartimento di Ingegneria meccanica e aerospaziale. Tra i due candidati, stando alla votazione di oggi, è in vantaggio Carcaterra con 1.584 voti contro i 1.305 di Lucidi.

Quando si vota per il ballottaggio della Sapienza

Il voto si terrà il 27, 28 e 29 ottobre dalle 9 alle 18 e il 30 ottobre dalle 9 alle 12. Saranno quindi i due candidati rimasti in corsa a contendersi la guida dell’università, dopo una competizione che, nelle prime tre tornate, non ha prodotto una maggioranza sufficiente per eleggere il successore dell’attuale rettore.

La corsa al rettorato si restringe a Lucidi e Carcaterra

La terza votazione di oggi era arrivata dopo due turni senza un esito definitivo e dopo il ritiro di due candidati. Maria Sabrina Sarto, professoressa ordinaria di Elettrotecnica e unica donna in corsa, aveva lasciato la competizione dopo la prima tornata. Dopo la seconda votazione, il 19 ottobre, si era ritirato anche Riccardo Faccini, preside di Scienze, annunciando il proprio sostegno ad Antonio Carcaterra. A contendersi il rettorato restavano quindi Lucidi, Carcaterra e Pierpaolo D’Urso, professore ordinario di Statistica e preside di Scienze politiche. Nella seconda tornata Lucidi aveva preceduto D’Urso di 66,83 voti ponderati. Ora, con il mancato raggiungimento della maggioranza assoluta anche al terzo turno, la competizione entra nella fase decisiva con il confronto tra Lucidi e Carcaterra.

Le priorità dei candidati

Meno burocrazia e coinvolgimento degli studenti

La gestione dell’ateneo è il tema centrale della campagna elettorale. Fabio Lucidi ha indicato a Open che punta a ridurre gli adempimenti burocratici, semplificare le procedure e completare la digitalizzazione dei processi, attraverso una cabina di regia dedicata alla semplificazione normativa e organizzativa e tavoli permanenti di confronto tra governance, amministrazione, dipartimenti e facoltà. Tra le proposte ci sono anche una revisione dei criteri di assegnazione delle risorse per il reclutamento del personale, un rafforzamento delle politiche per il diritto allo studio e un maggiore coinvolgimento della comunità studentesca. Sul fronte delle strutture, Lucidi indica la manutenzione degli spazi universitari e la trasformazione del Policlinico Umberto I in un «moderno ospedale monoblocco», garantendo la continuità dell’assistenza, della didattica e della ricerca durante i lavori.

La sfida di trovare risorse oltre i fondi statali

Anche Antonio Carcaterra propone una revisione dell’organizzazione interna, ma punta sull’«Agorà» come strumento stabile di partecipazione e confronto tra governance centrale, dipartimenti, presidi e rappresentanti della didattica e dell’amministrazione. Il candidato chiede di semplificare l’attuale sistema di deleghe, che conta oltre 50 tra prorettori e delegati, attraverso accorpamenti e una nuova articolazione dei prorettorati. Sul finanziamento della ricerca, entrambi concordano sulla necessità di superare i limiti delle risorse pubbliche, potenziando il Grant Office per sostenere i ricercatori nella partecipazione ai bandi competitivi europei e internazionali. Carcaterra arriva al ballottaggio dopo aver incassato il sostegno di Riccardo Faccini, che aveva ritirato la propria candidatura per contribuire a un programma comune.

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