Sapienza, Sarto si ritira dalla corsa al rettorato: chi resta in gara e perché dopo 18 anni potrebbe finire il dominio dell’area medica
La corsa per la guida dell’Università La Sapienza perde la sua unica candidata donna. Maria Sabrina Sarto, docente di Elettrotecnica e prorettrice alla Ricerca, ha deciso di ritirarsi dopo il risultato del primo turno, che l’ha vista arrivare ultima tra i cinque aspiranti rettori. La decisione, comunicata ai colleghi con una mail, potrebbe cambiare gli equilibri della sfida per la successione ad Antonella Polimeni, docente di Odontoiatria alla guida dell’università romana dal 2020. Restano in quattro a contendersi il rettorato per i prossimi sei anni. E per la prima volta dopo 18 anni, durante i quali si sono succeduti tre rettori provenienti dall’area medica, alla guida della Sapienza potrebbe arrivare un docente di un’altra disciplina.
Chi sono i quattro candidati rimasti
Il primo turno, concluso venerdì 9 ottobre, non ha prodotto un vincitore. In testa è arrivato Fabio Lucidi, docente di Psicometria della facoltà di Medicina e Psicologia e prorettore dell’attuale amministrazione, con 1.175,93 voti ponderati. Alle sue spalle Pierpaolo D’Urso, professore di Statistica e preside della facoltà di Scienze politiche, Sociologia e Comunicazione, che ha raccolto 1.025,38 voti.
Più distanti gli altri due candidati. Riccardo Faccini, professore di Fisica e preside della facoltà di Scienze matematiche, fisiche e naturali, ha ottenuto 825,74 voti, mentre Antonio Carcaterra, direttore del dipartimento di Ingegneria meccanica e aerospaziale, si è fermato a 749,89. Ultima Sarto con 439,64 voti ponderati, pari a circa il 10% dei consensi.
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Il risultato fotografa anche le divisioni all’interno dell’ateneo. Lucidi ha raccolto soprattutto il sostegno dei docenti, mentre D’Urso è risultato particolarmente forte tra i rappresentanti degli studenti. Carcaterra, invece, ha ottenuto un buon risultato tra il personale tecnico-amministrativo. Differenze che potrebbero pesare nella prossima votazione che scatta domani 13 ottobre, quando i candidati dovranno cercare consensi anche al di fuori delle rispettive aree di riferimento.
Dove andranno i voti di Sarto
È questa la principale incognita dopo il ritiro della prorettrice. Sarto e Carcaterra provengono entrambi da Ingegneria e, sommando i loro risultati, raggiungono quasi 1.190 voti ponderati: un risultato che, se replicato su un unico candidato, supererebbe quello ottenuto da Lucidi al primo turno.
Non è però affatto scontato che tutte le preferenze di Sarto confluiscano su Carcaterra. Secondo quanto riportato da Repubblica, nella mail con cui ha annunciato il ritiro la docente ha valorizzato il risultato complessivo di Ingegneria, lasciando intravedere un possibile sostegno al collega, senza tuttavia esprimere un endorsement esplicito.
Una parte del suo elettorato potrebbe invece orientarsi verso Lucidi, considerando che entrambi hanno ricoperto incarichi nell’amministrazione guidata da Polimeni. E non si può escludere che altri voti vadano a D’Urso o Faccini.
La sfida resta quindi aperta. Lucidi e D’Urso partono avvantaggiati, ma il distacco tra i quattro candidati non rende scontato l’esito delle prossime votazioni. Soprattutto se i consensi di Sarto dovessero concentrarsi su uno dei due candidati finora rimasti più indietro.
Quando si vota e quando ci sarà il ballottaggio
Il calendario prevede ancora due possibili tornate prima del ballottaggio. La seconda votazione si svolgerà da domani al 16 ottobre, con chiusura delle urne a mezzogiorno di venerdì. Per essere eletti occorre ottenere la maggioranza assoluta dei voti, calcolati secondo il sistema di ponderazione previsto dall’ateneo.
Se nessuno raggiungerà la soglia richiesta, si tornerà a votare dal 20 al 23 ottobre. Soltanto se anche il terzo turno si concluderà senza un vincitore, scatterà il ballottaggio tra i due candidati più votati nell’ultima tornata. Le date sono già fissate: dal 27 al 30 ottobre, quando si conoscerà il nome del successore o della successora di Polimeni.
Alle elezioni partecipano professori, ricercatori, personale tecnico-amministrativo e rappresentanti degli studenti. Al primo turno l’affluenza ha raggiunto l’80,7%, senza però consentire a nessuno dei cinque candidati di conquistare la maggioranza. A differenza del 2020, quando Polimeni venne eletta già alla prima votazione, questa volta la scelta del nuovo rettore potrebbe richiedere tutte le tornate previste dal regolamento.

