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Roma, arrestato prof della Sapienza: i festini chemsex, la droga della «scimmia» nel frigo, le chat sulle app di incontri

21 Agosto 2026 - 15:23 Ygnazia Cigna
prof sapienza lettera
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Nel frigorifero, nascosti in un contenitore di plastica, gli agenti hanno trovato circa 19 grammi netti di metanfetamine e altri stimolanti, oltre al materiale per il confezionamento
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Metanfetamine e altri stimolanti nascosti nel frigorifero, feste organizzate tramite app e chat, e rapporti sessuali con persone conosciute online. È lo scenario emerso nell’appartamento di un docente di 41 anni che insegna all’università La Sapienza, arrestato dalla polizia nella notte del 19 agosto a Roma.

La scoperta in casa

Gli agenti sono intervenuti intorno alle 3.30 dopo la segnalazione di una persona che aveva riferito di festini a base di droga e sesso organizzati nell’abitazione. Quando sono entrati, il docente e un cittadino olandese erano in casa. Nel frigorifero, nascosti in un contenitore di plastica, gli agenti hanno trovato circa 19 grammi netti di metanfetamine e altri stimolanti, oltre al materiale per il confezionamento.

Trovata anche la «polvere di scimmia»: cos’è

Tra le sostanze c’era anche la «polvere di scimmia», la cosiddetta monkey dust, un potente catinone sintetico. Si tratta di una sostanza che stimola il il sistema nervoso, con effetti simili all’anfetamina o alla cocaina, e può essere fumata, sniffata o iniettata. Il docente ha riferito di aver iniziato ad assumerla spesso negli ultimi mesi, dopo una precedente dipendenza dalle metanfetamine. L’uomo utilizzava la sostanza soprattutto per aumentare il desiderio sessuale, nell’ambito del cosiddetto chemsex, il consumo di droghe associato ai rapporti sessuali.

I festini organizzati sulle app di incontri

Le feste venivano organizzate attraverso le app di incontri. Le persone arrivavano dopo essere state invitate nelle chat e portavano con sé le sostanze che poi venivano consumate durante la serata. Il docente ha sostenuto che proprio per questo non tutta la droga sequestrata fosse necessariamente sua. La pm Loredana Carrillo ha chiesto il carcere, ma il giudice ha ritenuto che gli elementi raccolti non fossero sufficienti a dimostrare la destinazione allo spaccio. Le quantità, considerate modeste, e la possibilità di un uso condiviso con le persone presenti nell’abitazione hanno pesato sulla decisione. L’arresto è stato convalidato, ma non è stata applicata alcuna misura cautelare.