Manovra, quanto vale il taglio dell’Irpef: da 100 a 500 euro annui in più in busta paga
Il taglio dell’Irpef per chi guadagna fino a 55 mila euro l’anno può valere intorno ai 500 euro. L’ampliamento del secondo scaglione dagli attuali 50 mila fa scattare l’aliquota del 43% solo al superamento dei 55 mila euro di reddito. Il vantaggio cresce dai 100 euro annui per chi ha 51 mila euro di reddito fino a diventare di 500 da 55mila euro a salire. Negli anni precedenti c’è stato il passaggio da quattro a tre aliquote e l’accorpamento del primo scaglione fino a 28 mila euro. E la riduzione della seconda aliquota dal 35% al 33%.
Il taglio dell’Irpef
Il Sole 24 Ore spiega che il vantaggio cresce dai 100 euro annui per chi ha 51 mila euro di reddito fino a diventare di 500 da 55 mila euro a salire. Il meccanismo con cui funziona l’Irpef trascina infatti il risparmio anche per i redditi più alti. E quindi non sarà limitato ai 603 mila contribuenti che oggi sono tra i 50 e i 55 mila euro di reddito. La platea potenziale, stima il quotidiano, dovrebbe arrivare a 3,3 milioni di lavoratori. Ovvero tutti quelli che vanno oltre i 50 mila euro. Ma nella manovra 2026 la riduzione della seconda aliquota dal 35 al 33% fu sterilizzata oltre i 200 mila euro di reddito. Attraverso la riduzione di 440 euro sulle detrazioni.
L’opzione sul tavolo
Il testo della Legge di Bilancio chiarirà se il meccanismo sarà presente anche quest’anno. Nel frattempo, spalmando il vantaggio massimo su 13 mensilità, l’impatto massimo si fermerà a 38,5 euro mensili. Insieme all’intervento sul secondo scaglione resterà in vigore nel 2027 l’agevolazione su redditi dominicali e agrari dei terreni dei coltivatori diretti e degli imprenditori agricoli professionali. Il sistema è strutturato su un’esenzione totale fino a 10 mila euro e un’esenzione parziale (riduzione del 50%) nella fascia oltre 10 mila euro e fino a 15 mila.

