Marco Travaglio, Leonardo Del Vecchio e la «razza padroncina»
“Razza padrona – Storia della borghesia di stato” è un saggio di attualità scritto da Eugenio Scalfari e Giuseppe Turani, pubblicato da Feltrinelli nel 1974. Oggi Marco Travaglio rispolvera il titolo per parlare di Leonardo Maria Del Vecchio e di «razza padroncina». «Quello che dovevamo dirgli, il sottoscritto e gli altri soci fondatori Antonio Padellaro, Cinzia Monteverdi, Peter Gomez, Marco Lillo, Luca d’Aprile e Francesco Aliberti, l’abbiamo detto fin da subito: non siamo interessati a cedergli le nostre quote di Seif e a diventare il “Ratto quotidiano”. Per essere ancora più chiari: il Fatto non è in vendita», esordisce il direttore nell’editoriale in prima pagina.
Il Ratto Quotidiano
Travaglio dire che il suo è l’unico giornale che rifiuta i finanziamenti pubblici: «Perciò anche quest’anno, in piena crisi finanziaria dell’editoria dovuta al crollo delle copie cartacee per la chiusura di migliaia di edicole, abbiamo rinunciato all’assegno statale di 762mila euro che ci spettava per legge in base alle copie stampate (sic). E quell’azzardo è stato premiato da una formidabile risposta della nostra comunità di lettori: tanti nuovi abbonamenti digitali che ci hanno portati a diventare il terzo quotidiano generalista d’Italia per copie vendute (non stampate)».
Le pulci
È comprensibile, spiega il direttore che «un Del Vecchio, scimmiottando oligarchi ben più solidi – i B. e gli Angelucci in Italia, Bolloré in Francia, Bezos negli Usa – tenti di comprarsi il giornale che osa fargli le pulci». Ma se saltasse il Fatto «del giornalismo investigativo che controlla il potere anziché esserne controllato resterebbe ben poco». Per questo, conclude, «con il vostro aiuto, cari lettori, cercheremo di deluderli anche questa volta».

