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Pensioni, la nuova Quota 100 e i tagli sugli assegni medi e alti

28 Ottobre 2026 - 07:51 Ettore Ambrosi
perequazione rivalutazione pensioni 2022
Uscita dal lavoro a 64 anni con 36 di contributi, anche per chi ha iniziato a lavorare prima del 1996
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Il governo prepara una nuova Quota 100 sulle pensioni. Grazie ai tagli sugli assegni medi e alti. Nella Legge di Bilancio ci sarà un fondo per la flessibilità in uscita con 900 milioni di dotazione. Ma le regole verranno sviluppate l’anno prossimo. La Lega vuole far uscire dal lavoro a 64 anni con 36 di contributi, anche per chi ha iniziato a lavorare prima del 1996. Oggi è possibile anticipare l’uscita di vecchiaia di tre anni solo ai “contributivi puri”.

La nuova Quota 100

La quota di 900 milioni, aggiunge Repubblica, suggerisce che l’uscita sarà possibile dalla seconda metà del 2027. E durerebbe per tre anni. Da finanziare anche l’Ape sociale, per disoccupati, caregiver, invalidi e lavoratori gravosi. Così come la maggiorazione delle minime. Entrambi i provvedimenti scadono a dicembre. Senza rinnovo, gli assegni minimi oggi da 619,80 euro lordi salirebbero a circa 630, ipotizzando un’inflazione vicina al 3%: appena dieci euro in più, meno dei prezzi.

Le coperture

Le coperture per la nuova Quota 100, spiega Il Sole 24 Ore, arrivano dalla modifica dell’attuale sistema di indicizzazione delle pensioni. Che tornerà con i sei blocchi del 2023. Attualmente in base all’attuale meccanismo viene pagata l’intera variazione dell’indice FOI (indice dei prezzi al consumo per famiglie di operai e impiegati al netto dei tabacchi) per le fasce di importo fino a quattro volte il trattamento minimo Inps, poi il 90% per la quota compresa tra quattro e cinque volte il minimo e il 75% per la quota eccedente cinque volte il minimo.