La grande fuga delle opere d’arte moderna dall’Italia
Una parte della collezione di arte moderna di Carlo Bilotti sta per lasciare Roma per volare negli Stati Uniti. Il collezionista l’aveva destinata al museo di Villa Borghese che porta il suo nome. Ma invece le opere di Chagall, Dalí, de Kooning, Dubuffet, Hirst, Kandinsky, Kiefer, Lichtenstein, Matisse, Miró, Picasso, Rauschenberg, Saville, Twombly e Warhol «sarà dirottata verso i musei degli Stati Uniti che praticano detrazioni fiscali per le donazioni attestate al 50 per cento, non come in Italia dove sono state azzerate », spiega oggi a Repubblica Roberto Bilotti, componente del comitato scientifico del museo capitolino e nipote di Carlo.
La collezione e la Legge di Bilancio
Bilotti spiega che «per dotare la capitale di capolavori firmati da Picasso e Warhol, e non sto facendo nomi a caso, la manovra finanziaria per il 2027 dovrebbe abolire l’articolo 16 ter della Finanziaria 2025». Perché altrimenti tante opere «riposte nei caveau di Paesi esteri» andranno verso musei di altre nazioni. Il problema non riguarda solo Roma: «Il museo civico di Reggio Calabria, che esponeva alcuni bozzetti dei dipinti più importanti di Umberto Boccioni – custoditi al MoMa di New York – sono stati ritirati nei giorni scorsi», confida Bilotti. Secondo il nipote di Carlo «dovrebbe essere lo Stato, attraverso il governo, a dotare le città di opere legate alla storia del loro territorio, mentre il privato che lo surroga in questa missione di crescita culturale, senza riconoscimento alcuno, viene pure penalizzato».
La legge
La stessa cosa succedere nei musei d’arte contempoanea di Cosenza e Rende. Che «si svuoteranno delle centinaia di opere in comodato – non solo le nostre – che non saranno più donate». La legge che abolisce le detrazioni per le donazioni porta con sé due paradossi. Il primo: «Se un’opera d’arte finisce in regalo ai privati del terzo settore, questi beneficiano di una deduzione del 10 per cento; se, invece, i destinatari sono i Comuni, non c’è vantaggio fiscale alcuno: eppure gli enti locali sono un’articolazione territoriale dello Stato che, così, si punisce da solo».
Ti potrebbe interessare
I due paradossi
Il secondo paradosso è ancora più curioso: «Donando mille euro ai Comuni, si ha diritto a una detrazione del 19 per cento, mentre per un quadro di Caravaggio, Dalí o altri, non viene riconosciuto giovamento fiscale alcuno, a meno che non si abbia un reddito inferiore ai 50 mila euro lordi annui, che dà diritto a uno sgravio tributario del 19 per cento; ma quanti in queste condizioni regalerebbero le loro opere d’arte allo Stato?». Anche a Palermo il museo comunale Sant’Anna ha cento opere donate dalla fondazione.

