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Si preleva il sangue sul palco, spettacolo cancellato nei teatri veneti: il nodo delle norme sulla sicurezza. La polemica: «Succede solo in Italia»

21 Ottobre 2026 - 21:17 Michela De Marchi Giusto
L'artista si preleva del sangue e lo cosparge sul corpo mentre è in scena
Il presidente del Teatro Stabile Giampiero Beltotto scrive due lettere al ministro della Cultura Alessandro Giuli per rivendicare la tutela della libertà di espressione: cosa è successo
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Una performance al Teatro Stabile del Veneto ha fatto emergere una polemica legata a un vuoto normativo per le esibizioni artistiche in Italia. A scatenare il dibattito è stata la cancellazione degli spettacoli del regista libano-canadese Wajdi Mouawad, che prevedevano un momento in cui l’artista si sarebbe prelevato del sangue per cospargerselo addosso. Di fronte all’annullamento delle performance, il presidente del Teatro Stabile Giampiero Beltotto e il giurista Mario Bertolissi hanno fatto sentire la propria voce, scrivendo due lettere al Ministro della Cultura Alessandro Giuli per rivendicare la tutela della libertà di espressione.

Il gesto di Mouawad sul palco

Mouawad si era esibito nell’opera L’ombre en soi qui écrit al Teatro Stabile e avrebbe dovuto riproporre l’esibizione al Teatro Verdi di Padova. Per il regista mostrare il suo sangue al pubblico equivaleva a esprimere uno stato di sofferenza, coerentemente con lo spettacolo che stava rappresentando in scena. Inoltre, non è il primo artista che porta il sangue nel suo lavoro. Ne sono un esempio le performance di Marina Abramovic o le opere di Jan Fabre, realizzate proprio con il sangue.

Perché è stato contestata la performance dell’artista

Nello spettacolo di Mouawad, però, il prelievo avrebbe potuto comportare problemi in ambito sanitario e per questo il medico del Teatro Goldoni di Venezia ha negato l’autorizzazione dell’esibizione. Innanzitutto, secondo il professionista sanitario, nessuno poteva affermare con certezza che il sangue non fosse infetto, anche se il presidente Beltotto aveva assicurato che l’artista aveva fatto le analisi il giorno prima. Ha pesato poi la possibilità che Mouawad si sentisse male dopo il prelievo e che, di conseguenza, la responsabilità ricadesse solo sul medico. «Non avrei mai chiesto a un medico di farlo – afferma Beltotto – E così abbiamo capito che non potevamo ospitare lo spettacolo».

Come vuole intervenire il presidente del Teatro Stabile

Lo stesso presidente dice di avere «molte riserve» sul gesto compiuto da Mouawad sul palco, ma ritiene importante garantire le giuste libertà agli artisti. Soprattutto, secondo Beltotto le motivazioni della cancellazione dello spettacolo non sarebbero sanitarie, ma amministrative e moraliste. «Quel sangue sarebbe stato buttato via. Si tratta quindi di un’opposizione ideologica» spiega il presidente del Teatro. E proprio per difendere la libertà di espressione in ambito culturale, «io e il giurista Mario Bertolissi scriveremo a Giuli chiedendogli di intervenire giuridicamente per garantire che ogni artista sia davvero libero di esprimere il suo pensiero come vuole» conclude Beltotto.

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