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Scontri a Milano, Crosetto: «Viviamo una guerra ibrida con l’uso dei social». Dopo il weekend di fuoco in arrivo 500 militari. – La diretta

20 Ottobre 2026 - 16:18 Michela De Marchi Giusto
Dopo il weekend di scontri a Milano, l'intervento dei politici
L'esecutivo punta a varare oggi, martedì 20 ottobre, un decreto legge con alcune norme finora previste dal ddl Sicurezza
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Il governo risponde agli scontri di Milano con un intervento d’urgenza. Dopo la riunione di domenica 18 ottobre a Palazzo Chigi, dove la premier Giorgia Meloni ha convocato i vertici delle forze dell’ordine e dei Servizi, l’esecutivo punta a varare oggi, martedì 20 ottobre, un decreto legge con alcune norme finora previste dal ddl Sicurezza, anticipate con una corsia più rapida.

Tra le misure allo studio c’è l’invio di 500 militari a Milano, scelta voluta dal ministro della Difesa Guido Crosetto. Il pacchetto prevede anche un fermo preventivo fino a 24 ore, esteso ai minorenni, e un rafforzamento degli strumenti di prevenzione, a partire dall’avviso orale. Si valutano inoltre un nuovo reato di danneggiamento aggravato, l’arresto obbligatorio per devastazione durante le manifestazioni e un divieto di aggregazione.

Il comunicato del Movimento 17 ottobre

 «Non ci fidiamo delle istituzioni e di questo Governo» scrivono i giovani del Movimento 17 ottobre, perché «ci rifiutiamo di essere interlocutori di chi ci considera una minaccia». E rimarcano ancora. «Non ci fidiamo delle strutture politiche classiche», includendo partiti, sindacati e realtà di movimento che «da decenni cercano di lucrare sulle lotte e di monopolizzarle». Nel punto tre del comunicato diffuso sottolineano che «ci tuteliamo dalla repressione dello Stato e dei fascisti» perché senza un capo né una sede «noi non offriamo bersagli».  Il fine non è la protesta in sé. «Vogliamo piazze che siano scuole di politica e giovani che ne escano più consapevoli di come ne sono entrati» perché «l’obiettivo è uno solo: prendere in mano il nostro futuro». Conclude la nota: «Non vogliamo un posto al tavolo di chi ci ha tolto la sedia: vogliamo costruire un altro tavolo, tutti insieme, dal basso».

I messaggi fake circolati tra gli studenti milanesi

«Si sono organizzati gruppi neofascisti per andare nelle seguenti zone (Cadorna, Duomo, Citylife, Navigli e Brera) a picchiare stranieri a vista». È il testo di uno dei tanti messaggi di fake news che sono circolati in modo virale nelle chat degli studenti di Milano e hinterland, insieme ad alert istituzionali elaborati con l’intelligenza artificiale, che invitano alla «massima attenzione perché sono stati segnalati gruppi di giovani responsabili di aggressioni nei confronti di ragazzi, ragazze e cittadini stranieri nell’area metropolitana di Milano». A cui si aggiungono foto di armi con scritte minacciose e audio che raccontato di violenze mai avvenute. «Se qualcuno vi ferma o si avvicina in modo strano correte» è il consiglio del messaggio, che si chiude con l’invito a condividere il più possibile l’informazione, inoltrandola ad altri gruppi. I messaggi che hanno inizialmente preoccupato gli studenti, portandoli a confrontarsi di persona e nelle chat, fino a bollare come fake news i vari alert.

Vannacci: «Gli attacchi sono terrorismo»

«Chi prepara attacchi alla polizia con azioni paramilitari porta il terrorismo in piazza». Ad affermarlo è il leader di Futuro Nazionale, Roberto Vannacci, durante la conferenza stampa a Roma in cui è stata presentata la riforma sulla gestione dell’ordine pubblico. In videocollegamento, ha sottolineato che i disordini avvenuti a Milano lo scorso weekend sono «terrorismo e per noi la risposta deve essere il pugno duro». Vannacci ha poi citato come esempi di misure che il suo partito intende proporre contro «l’emergenza» sicurezza, tra cui l’introduzione di pene pecuniarie per risarcire i danni delle violenze, il potenziamento delle forze dell’ordine con maggiori poteri e la loro tutela con «il vero scudo legale» e non quello proposto dalla «ipodestra». Infine per il leader di Futuro Nazionale sarebbe necessaria anche la revoca della cittadinanza per i non italiani che delinquono.

Riaprono i negozi a Milano

Hanno riaperto i negozi del lusso in via Montenapoleone chiusi ieri, lunedì 19 ottobre, per il timore di possibili devastazioni, come successo sabato 17 e domenica 18 ottobre in piazza Duomo, via Torino e largo La Foppa. Da Louis Vuitton spiegano di essere rimasti chiusi per due ore nel pomeriggio mentre davanti al negozio si erano piazzati alcuni cellulari della Polizia. «Abbiamo svuotato tutte le vetrine come tutti i negozi della via e alcuni acquirenti sono rimasti dentro per sicurezza» spiega il personale all’Ansa. Anche i negozi che hanno subito devastazioni in via Torino sono riaperti, a partire dal Carrefour express che ora ha un rivestimento in metallo pesante a una porta di sicurezza danneggiata nella due giorni di violenza che hanno colpito il capoluogo lombardo. Di fianco al Carrefour c’è una storica cartoleria che esiste dal 1904 e la vetrina presenta ancora i segni degli oggetti appuntiti usati per cercare di sfondarla. «Noi abbiamo riaperto subito – racconta la titolare – siamo stati presi di mira ma loro si sono accaniti sui negozi che vendevano scarpe, magliette».

Fontana: «La società agisca»

«Bisogna far capire che la nostra società deve reagire e non intende assolutamente subire passivamente questi gesti di violenza inaudita». Ad affermarlo, a margine della posa della prima pietra del nuovo campus del Conservatorio a Rogoredo, è il governatore Attilio Fontana, commentando quanto accaduto nel centro di Milano nel weekend. «Bisogna anche domandarsi cosa sia necessario fare per creare le condizioni culturali affinché questi ragazzi cerchino di esprimere la loro personalità non certo in questo modo e che riescano a ritrovare gli elementi che sono fondamentali per poter crescere serenamente». Fontana ritiene di dover distinguere «le due cose, sono necessarie le une come le altre perché non dobbiamo dimenticare che chi subisce le conseguenze dei disordini sono cittadini normalissimi che lavoravano che passeggiavano che si vedono la vita magari parzialmente rovinata».

Salvini: «Fermare i ragazzi e aumentare i militari»

Dopo le devastazioni di Milano, «occorre fare un’opera di prevenzione e poter fermare questi ragazzini quattordicenni, quindicenni che scrivono tranquillamente su TikTok e si danno appuntamento per devastare, saccheggiare». Lo ha detto il vicepremier e ministro a Infrastrutture e Trasporti Matteo Salvini a margine della posa della prima pietra del nuovo campus del Conservatorio a Rogoredo. Per Salvini, i giovani che hanno creato i disagi nella città vanno fermati «prima che escano di casa e lo puoi fare. Li devi poter arrestare dopo, con l’arresto differito, se ripresi e individuati dalle telecamere». Inoltre, per il ministro è necessario andare «avanti sull’assunzione di forze dell’ordine come stiamo facendo. – ha concluso – La Lega da mesi chiede l’aumento dei militari di strade sicure. Finalmente siamo arrivati a 3000 in più, 500 a Milano, però ci sono altre province lombarde che sono ancora scoperte, che vogliamo coprire, però non basta».

Domani a Milano il comitato provinciale sull'ordine e la sicurezza pubblica

Il sindaco di Milano Giuseppe Sala, a margine della commemorazione della strage dei piccoli martiri di Gorla, ha fatto sapere che domani, mercoledì 21 ottobre, a Milano ci sarà il comitato provinciale sull’ordine e la sicurezza pubblica e «il prefetto mi ha detto che dovrebbe venire anche il ministro Piantenosi». Secondo il sindaco è importante discutere sul tema delicato e ritiene che «come stanno dicendo in molti che non possa essere solo un problema di repressione. Assolutamente no». Parlando dei disordini che hanno colpito la città sabato 17 e domenica 18 ottobre, Sala si è detto preoccupato della situazione «che nasce anche da un malessere che tutti noi non possiamo non vedere, si sposti solo sulle violenze, sulla repressione delle violenze». Di fronte a tali disagio, secondo il sindaco «la politica con saggezza deve affrontare anche le cause e le origini» del malessere, «senza buonismi, senza indulgenze ma però con spirito critico».

Crosetto: «Viviamo una guerra ibrida con strumento non convenzionali»

Per il ministro della Difesa Guido Crosetto «i fatti di Milano e di altre parte d’Italia sono profondamente diversi da quelli vissuti in altre epoche e sono il frutto di quella che io chiamo guerra ibrida che qualcuno sta portando nelle nostre Nazioni». Intervenendo al Defense procurement forum a Roma, Crosetto ha sostenuto i colpevoli stanno «ricorrendo a strumenti non convenzionali che si chiamano TikTok, social, Youtube senza che l’Occidente se ne renda conto ed in qualche modo reagisca». In particolare, Crosetto ha sottolineato che «se tre ragazzi su dieci hanno partecipato a quelle manifestazioni, non parliamo di maranza, di italiani di seconda generazione». Ma «se sei su dieci le condividono è perché in questi anni hanno subito una controeducazione da qualche parte, non dalla famiglia o dalla scuola, che gli ha dato valori, ambizioni, una visione del mondo e dei punti di riferimento che è in conflitto con la società in cui viviamo e con le regole democratiche»..

A Milano più sicurezza: 500 militari in arrivo

Cinquecento militari saranno inviati a Milano per aumentare la sicurezza nelle strade. «Perché abbia un senso – ha dichiarato Crosetto – abbiamo la necessità che il Cdm approvi delle norme che consentano loro di poter agire come le forze di polizia».  Per il ministro le forze in più dovranno rimanere «solo nel tempo necessario per dare supporto a carabinieri, polizia e guardia di finanza (cioè 3 mesi), di fronte a fenomeni come quelli cui abbiamo assistito». Al Consiglio dei ministri fissato per oggi pomeriggio, martedì 20 ottobre, si discuterà su quali poteri affidare ai militari schierati a Milano, con la possibilità di conferire poteri di polizia giudiziaria, ovvero intervenire in caso di reato, procedere all’arresto in flagranza ed eseguire perquisizioni e sequestri.

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