Toblerone porta in tribunale una startup di dieci persone per la forma dello snack vegano: «Quella barretta è nostra»
Una battaglia tra Davide e Golia, con da una parte Mondelēz International, colosso alimentare statunitense da 91mila dipendenti proprietario di marchi come Oreo, Cadbury e Toblerone; dall’altra Catherine’s Originals, un piccolo laboratorio dolciario del West Sussex gestito da dieci persone, amministratori inclusi, e con circa 105mila sterline depositate in banca. Al centro della disputa legale finita in tribunale c’è la sagoma della O’bar, una barretta vegana che secondo la multinazionale imiterebbe in modo illecito l’inconfondibile linea del Toblerone.
La contesa sul design
La multinazionale sostiene che il profilo a denti di sega del proprio marchio svizzero costituisca un elemento distintivo protetto dalla legge, ritenendo che il design scelto dalla piccola azienda inglese crei un’eccessiva confusione sul mercato. Una tesi respinta con decisione dalla fondatrice di Catherine’s Originals, Catherine Dodd, che aveva dato vita all’attività nel 2021 quando era ancora adolescente, facendosi conoscere soprattutto grazie al seguito costruito su Instagram.
Il richiamo alla lettera “O” del brand
Secondo l’imprenditrice, le forme del suo snack vegetale non avrebbero alcun legame con le vette alpine del Toblerone. I segmenti arrotondati della barretta non sarebbero altro che una serie di curve pensate per richiamare la lettera “O” del brand. Dodd non ha nascosto i timori di fronte al contenzioso: affrontare una causa di questa portata fa paura dopo tutti gli sforzi profusi per avviare l’attività, ma ha rivendicato la scelta di resistere e difendere il frutto del proprio lavoro senza cedere all’accusa di plagio.
Il fallimento delle trattative e il precedente del 2017
La mossa giudiziaria arriva dopo mesi di tentativi di mediazione andati a vuoto. Mondelēz ha spiegato di aver cercato a lungo un compromesso extragiudiziale con la controparte prima procedere per vie legali, ribadendo come la protezione della fisionomia del Toblerone rimanga una priorità commerciale non negoziabile.
Per il gigante dolciario, del resto, non si tratta della prima crociata in difesa delle proprie piramidi di cioccolato. Già nel 2017 Mondelēz era scesa in campo contro la catena discount britannica Poundland, rea di aver ideato la barretta “Twin Peaks” con un profilo a doppia cima giudicato ingannevole. In quel caso il braccio di ferro portò la catena commerciale a posticipare il debutto sugli scaffali, accettando di ridisegnare la conformazione del dolce e di rivedere la grafica dell’imballaggio prima della messa in vendita.

