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Le strane storie delle cliniche odontoiatriche sparite nel nulla da Napoli a Milano

02 Novembre 2026 - 10:24 Ettore Ambrosi
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La Sanident di Napoli ha lasciato 150 pazienti senza assistenza e con rate da pagare. La stessa cosa è successa alla Visodent in Sicilia, alla New Dental di Imperia e alla DDental Hospice di Brescia
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Il primo caso è stato quello di Sanident a Napoli. 150 pazienti rimasti senza cure per una clinica odontoiatrica sparita nel nulla. Da un giorno all’altro macchinari scomparsi, niente più insegna e targhetta sul citofono. La procura ha aperto un fascicolo, i pazienti continuano a pagare i debiti all’agenzia Compass. «Inizialmente i responsabili della struttura – spiega al Giornale il legale di una decina di famiglie Carlo Spirito, che opera per Federconsumatori – volevano dirottare i pazienti da colleghi ma senza restituire i soldi a nessuno, poi sono spariti. Troviamo assurdo che Compass continui a chiedere i pagamenti, dovrà dare delle spiegazioni».

Le cliniche odontoiatriche sparite

Ma il problema sembra più ampio. È successo anche ai clienti di Visodent in Sicilia, della New Dental di Imperia, della Dental Hospice di Brescia, della Doctor Dent di Mestre. Anche qui alcuni si sono rivolti alla finanziaria (spesso incoraggiati dal responsabile della clinica) per avere un prestito e pagare impianti e dentiere. Ora sono rimaste solo le rate da pagare. «Quello che abbiamo davanti non è un caso isolato di dissesto aziendale. Sembra esserci il serio rischio di essere di fronte a un vero e proprio schema predatorio che avrebbe lucrato sulla salute e sulla dignità di centinaia di famiglie napoletane», dice Giovanni Berritto, presidente di Federconsumatori Campania.

La visura

La capogruppo della Sanident campana è a Milano. Anche lì gli studi hanno chiuso con lo stesso metodo. Le cliniche le gestiscono i clinical manager. E uno di loro ha parlato con il quotidiano: «Se fai richiedere pochi prestiti ti spronano a farne accendere di più. Si lavora per obbiettivi, come nelle aziende. Nei “pacchetti“ viene proposto uno sconto se il cliente si appoggia a una finanziaria». I più audaci applicano il cosiddetto «over-treatment»: propongono piani di cura più costosi, complessi o invasivi del necessario. Per esempio, estrazioni e impianti laddove si potrebbero salvare i denti naturali. Il tutto per gonfiare il preventivo. Le cliniche low cost utilizzano anche impianti «clonati» o di marche minori (spesso extra-europee).

Le low cost

Contro le chiusure improvvise delle società commerciali interviene la Commissione Albo odontoiatri: «Occorre preservare l’autonomia e l’integrità della professione medica e odontoiatrica», spiega il presidente Andrea Senna. «Impedendo che soggetti terzi, non professionisti, possano assumere il controllo delle decisioni strategiche. Secondo la commissione «l’unica forma corretta per esercitare l’odontoiatria in forma societaria è quella delle Stp, le Società tra professionisti, che essendo obbligatoriamente iscritte agli albi sono soggette, oltre che alle regole societarie, al controllo deontologico».

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