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La caccia al cinghiale in Crimea organizzata da un italiano che «se ne frega» delle sanzioni

02 Novembre 2026 - 07:33 Alba Romano
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Marco Maggi si sente «russo fino al midollo». Il tour su misura per i turisti italiani
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La caccia al cinghiale in Crimea è un’esperienza offerta dalla Russian Tour International. La società ha sede a San Pietroburgo ed è guidata dall’italiano Marco Maggi. Sul territorio ucraino occupato dalla Russia dal 2014 c’è un tour pensato su misura per i turisti italiani. Tanto che, fa sapere Il Messaggero, il caso è arrivato al ministero degli Esteri di Antonio Tajani. Su segnalazione della deputata del Pd Lia Quartapelle.

L’indagine

Un italiano sta quindi offrendo pacchetti turistici formalmente in Russia ma in realtà in un territorio occupato. La società di Maggi l’occupazione non la menziona nemmeno sul sito internet. Spiegando come «nel marzo del 2014» la Marina ucraina sia stata «trasferita» da Sebastopoli al porto di Odessa «a seguito del referendum sull’autodeterminazione della Crimea del 2014». Senza accenni al «carattere illegale dell’annessione e il suo mancato riconoscimento da parte dell’Italia, dell’Unione europea e della comunità internazionale».

Il sottosegretario Massimo dell’Utri ha spiegato nella risposta all’interrogazione che le sanzioni Ue «vietano la prestazione di servizi direttamente connessi ad attività turistiche nelle regioni occupate». E poi che «l’eventuale organizzazione o vendita di pacchetti turistici diretti in tali territori, qualora effettuata da cittadini dell’Unione, da società costituite secondo il diritto di uno Stato membro o nell’ambito di attività economiche esercitate, anche parzialmente, nel territorio dell’Unione, potrebbe integrare una violazione della normativa europea».

Ma gli elementi raccolti finora non consentono di accertarla. Non esistono rapporti tra la MK Russky Tour di Maggi e la rete consolare italiana. L’imprenditore attualmente non è soggetto a sanzioni. Risiede in Russia dal 2000, ha scritto un libro dal titolo “Russo fino al midollo” e in un’intervista a Diario del web del 2024 rispondeva così sulla natura autoritaria del regime: «Se per libertà si intende quella di organizzare un gay pride, sfilare in piazza con le mutande borchiate, allora in Russia non si può fare».

Le sanzioni

Sul sito del tour operator si legge anche: «Ce ne sbattiamo delle scandalose sanzioni Ue». Il governo comunque si prepara a intervenire: la questione «è stata sottoposta all’attenzione del comitato di sicurezza finanziaria (Csf)» e «qualora fossero accertate violazioni o elusioni delle misure restrittive europee» potrebbe scattare la denuncia «all’autorità giudiziaria». Intanto però dal sito non è più visibile il pacchetto Crimea. La Russian Tour continua a offrire battute di caccia in una maxi tenuta nel cuore della penisola occupata, a 35 chilometri da Sebastopoli, «un’esperienza in stretta comunione con la bellezza incontaminata della natura della Crimea». Tra le prede «cinghiali, caprioli, cervi, beccacce, quaglie e tortore».

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