Leonardo Maria Del Vecchio lancia un’offerta su Delfin ai soci: «Il lavoro di mio padre deve restare patrimonio dell’Italia»
«Non chiedo a nessuno di rinunciare alle proprie idee. Chiedo di valutare una soluzione che può tenere insieme chi vuole uscire e chi vuole restare. Mio padre ha costruito qualcosa che appartiene non solo alla nostra famiglia, ma anche a chi ci ha lavorato e a un Paese che in quella storia si è riconosciuto. Il mio compito oggi non è avere ragione: è contribuire a proteggerla». Così si conclude la lettera al consiglio di amministrazione con cui Leonardo Maria Del Vecchio propone ai soci di Delfin di rilevare le loro quote. Attraverso un’offerta finanziata da un istituto di credito americano. La lettera la pubblica oggi Quotidiano Nazionale, di proprietà dell’erede di Luxottica.
Lmdv e l’offerta su Delfin
Leonardo Maria Del Vecchio vuole sbloccare l’eredità del padre, ancora non accettata dagli eredi a causa dei contenziosi. L’offerta risponde anche al tentativo di Michal Strnad, che ha inviato il 20 ottobre un’offerta al Cda per l’acquisizione di Delfin. Secondo Qn invece l’iniziativa di Lmdv passa dal confronto e dalla condivisione con gli altri soci. L’offerta prevede una liquidità immediata con la certezza di un’offerta finanziata. Senza lettere di patronage o garanzie da parte del cda. Il piano prevede l’adesione di cinque soci, che così farebbero blocco nel consiglio (6 su 8). E introduce garanzie di gestione rigorose, attraverso una governance a maggioranze rafforzate.
EssilorLuxottica
A oggi Delfin ha in pancia il 32,4% di EssilorLuxottica, guidata da Francesco Milleri che è anche il ceo e il presidente della cassaforte lussemburghese. Custodisce il 10% di Assicurazioni Generali, il 17,6% di Monte dei Paschi di Siena, il 2,7% di UniCredit. E controlla il 28% del gruppo immobiliare francese Covivio, generando oltre un miliardo di euro all’anno in dividendi. Strnad, che è a capo del Czechoslovak Group (CSG), ha offerto 30 miliardi di euro per rilevare la holding — applicando uno sconto del 30% su un Net Asset Value stimato attorno ai 40 miliardi. «Il lavoro di una vita di mio padre deve restare un patrimonio dell’Italia», ha fatto sapere Del Vecchio.
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Le lettera
Nella lettera Leonardo Maria Del Vecchio ammette di non essersi sempre mosso nel modo giusto: «In questi anni ho cercato soluzioni diverse e talvolta ho scelto la strada dello scontro. Lo riconosco: ci sono stati errori, anche di tono, e non ne vado fiero». Dice di aver tentato di acquistare le quote di chi non seguiva la gestione: «Quando ho capito che quella strada non portava da nessuna parte, ho fatto un passo indietro. Negli ultimi mesi ho scelto un’altra direzione: ridurre i conflitti e riaprire il dialogo. I miei consulenti parlano ogni giorno con quelli degli altri soci. Ho dato mandato di rinunciare alle azioni legali che avevo promosso nei confronti di alcuni dei miei familiari».
Gli appelli e l’annuncio
E ancora: «Negli ultimi giorni mi sono arrivati molti appelli privati e, nelle ultime ore, anche pubblici. Mi hanno chiesto di provare un’ultima volta a ricomporre la situazione, prima che fosse troppo tardi. Li ho ascoltati con attenzione. Alcuni venivano da persone che hanno lavorato a lungo con mio padre, altri da chi semplicemente tiene a ciò che ha costruito». Poi l’annuncio: «Oggi ho inviato ai soci di Delfin un’offerta per acquistarne le quote. È la proposta più seria che io abbia mai fatto. Ho ottenuto la disponibilità da parte di un primario istituto di credito internazionale a finanziare l’operazione. Ho proposto sia un acquisto totale e immediato delle quote, sia altre forme di acquisizione più diluite nel tempo, lasciando a ciascuno la libertà di scegliere».
Il nuovo veicolo
Lmdv fa sapere che «il veicolo che acquisirà le quote avrà regole di governance rafforzate, fissate in uno statuto vincolante. Accanto a me siederanno in consiglio due persone con una lunga esperienza manageriale, finanziaria e legale che avranno pareri vincolanti sulle decisioni finanziarie più rilevanti». Infine: «Ho proposto ai soci di incontrarci entro il 7 novembre, tutti insieme o singolarmente, per presentare il progetto nel dettaglio».

