Domani: «Il magnate delle armi Strnad vuole acquisire Delfin». LMDV rifiuta: «Essilux e le nostre quote bancarie sono un presidio per l’Italia»
Arriva la ferma presa di posizione di Leonardo Maria Del Vecchio in merito alla proposta d’acquisto avanzata dal finanziere ceco Michal Strnad per rilevare la holding di famiglia Delfin, rivelata dal quotidiano Domani. L’erede del fondatore di Luxottica chiude nettamente la porta all’operazione, sottolineando l’importanza strategica e industriale del gruppo per il sistema economico nazionale. «Per anni ho lavorato con un solo obiettivo: fare in modo che quello che mio padre ha costruito in una vita, partendo dal nulla e con le sole sue mani, non finisse lontano dalla sua storia e dal suo Paese. EssilorLuxottica non è soltanto un’azienda. È l’unico vero campione italiano nel mondo, la prova di cosa diventa il Made in Italy quando talento, lavoro e visione camminano insieme», spiega Del Vecchio in una lettera diffusa alle agenzie di stampa.
L’imprenditore richiama l’attenzione sul valore umano e produttivo della multinazionale dell’occhialeria, oltre che sul ruolo nevralgico degli asset detenuti da Delfin nel settore finanziario italiano — tra cui Generali, Unicredit e Mps. «Dietro quel nome – aggiunge LMDV – ci sono le persone che lo hanno reso grande, dal cuore battente di Agordo a ogni angolo del mondo. Non può essere trattata come un asset qualsiasi. C’è poi una questione che riguarda tutto il Paese. Attraverso Delfin, la mia famiglia detiene partecipazioni rilevanti nel sistema bancario e assicurativo italiano. Sono presidi che devono restare stabili, trasparenti e al servizio delle istituzioni e dei risparmiatori italiani. Davanti a un’operazione di questa portata, è doveroso che la provenienza e la struttura dei fondi siano chiare, verificabili e sottoposte al pieno vaglio delle autorità competenti».
La lettera con la proposta di Strnad
L’amministratore delegato di Delfin, Romolo Bardin, ha ricevuto oggi una lettera di cinque pagine datata 20 ottobre firmata da Michal Strnad, 34 anni, finanziere e imprenditore ceco alla guida del colosso della difesa Czechoslovak Group (CSG). La proposta puntava al 100% del capitale per un controvalore di circa 30 miliardi di euro (pari al Net Asset Value di Delfin con uno sconto del 30%). Strnad si dice comunque disposto a rilevare anche solo il 62,5% per assicurarsi il controllo. Oltre alla quota di controllo nella multinazionale degli occhiali EssilorLuxottica, Delfin detiene partecipazioni di rilievo nel settore finanziario italiano: Generali (10%), Unicredit (2,7%) e Mps (17%). L’offerta, valida per 30 giorni, sarebbe stata sostenuta da risorse liquide, prestiti bancari e partner finanziari. La condizione vincolante posta da Strnad è la modifica dello statuto di Delfin per eliminare la clausola che limita la proprietà dei titoli ai soli eredi di Del Vecchio. Ma nel giro di poche ore è arrivato il rifiuto da uno degli otto azionisti Delfin.
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Chi è Michal Strnad
Inserito da Forbes tra gli uomini più ricchi del mondo, Strnad ha costruito la sua fortuna sull’espansione nel settore della difesa e degli armamenti, con ricavi stimati per CSG a 7,6 miliardi di euro nel 2026. L’imprenditore ceco è già noto in Italia per l’acquisizione dello storico marchio di munizioni Fiocchi e per essere recente azionista di Pirelli con il 14%, rilevato a luglio dopo il ridimensionamento della presenza cinese di Sinochem.
I nodi legali e le tensioni tra i soci
La fattibilità dell’operazione d’altronde, aveva sottolineato Domani quanto fosse complessa, proprio a causa della governance di Delfin e delle forti spaccature interne tra gli eredi. Per modificare le regole di Delfin serve il voto favorevole dell’88% del capitale. Essendo l’asse azionario suddiviso in otto quote pari al 12,5% ciascuna, la modifica richiede di fatto l’unanimità dei soci. Alcuni azionisti hanno lamentato di essere stati informati con ritardo dell’offerta, alimentando nuove frizioni con il presidente Francesco Milleri, che ne sarebbe stato a conoscenza fin da subito. Insomma una partita già a scadere. Anche perché, secondo quanto aveva già anticipato Domani, la cifra offerta era già stata ritenuta insufficiente da diverse fonti legali sentite dal quotidiano.
Il no a Strnad e l’appello di LMDV agli altri eredi
Leonardo Maria Del Vecchio nel rifiutare la proposta di Strnad ha lanciato inoltre un chiaro appello agli altri rami della famiglia presenti nell’azionariato. «Mi si possono rimproverare tante cose. Ma non di aver smesso, nemmeno per un giorno, di lavorare per proteggere e mettere in sicurezza ciò che mio padre ha costruito e che, in fondo, appartiene anche all’Italia. Continuerò a farlo, con i soci di Delfin che vorranno seguirmi, nel rispetto di tutti e con la determinazione di sempre. Anche davanti a me stesso», ha sottolineato.
Leonardo Maria Del Vecchio e l’offerta al fratellastro Basilico (rispedita al mittente)
Oggi è stata una giornata fibrillante per la famiglia Del Vecchio. Secondo quanto risulta a MF-Milano Finanza una decina di giorni fa Leonardo Maria Del Vecchio ha avanzato un’offerta da 3,5 miliardi di euro per rilevare il 12,5% di Delfin detenuto dal fratellastro Rocco Basilico. Proprio oggi Rocco Basilico avrebbe rifiutato l’offerta da 3,5 miliardi di euro per la sua partecipazione sostenendo che comunque vale almeno 4,3 miliardi.

