Leonardo Maria del Vecchio si arrende a Travaglio e soci: niente offerta per comprare il Fatto. L’affare sfumato e il suo piano sui compensi ai giornalisti
Alla fine ha rinunciato Leonardo Maria Del Vecchio a continuare il tentativo di diventare azionista di maggioranza del gruppo Seif. La sua Lmdv Media, la società di investimento nel settore editoriale che fa capo al family office Lmdv Capital, non lancerà l’offerta pubblica di acquisto sulla Società Editoriale Il Fatto. A pesare sono due punti sostanziali: il Cda di Seif non ha accolto la richiesta di una due diligence confermatoria (né tantomeno l’invito a un incontro di chiarimento) e i soci fondatori hanno fatto sapere da subito di non voler vendere neanche un’azione. Ma Del Vecchio dice di non voler rinunciare al motivo principale che lo avrebbe spinto a comprare un altro quotidiano: «Il futuro dell’informazione non si garantisce riducendo i costi all’infinito per inseguire ricavi in calo, ma investendo in tecnologia e in chi fa i giornali».
Cosa promette Lmdv Media ai giornalisti: il modello QN Media
Tra i problemi principali del settore editoriale secondo Del Vecchio oggi restano i compensi bassissimi, soprattutto per chi lavora nel giornalismo senza le tutele di un contratto da dipendente: «In Italia troppi giornalisti, a partire da collaboratori e freelance, sono pagati pochi euro a pezzo e vivono nella precarietà», si legge, e dare dignità a questa professione con «compensi equi e contratti stabili» è per la società «il primo dovere di un editore». Come esempio concreto Lmdv Media cita QN Media, editore di QN, il Resto del Carlino, La Nazione e Il Giorno, di cui è azionista di controllo.
October 29, 2026
Dall’ingresso della società, spiega la nota, è stata superata la cassa integrazione, è tornata la retribuzione del lavoro domenicale, è stata introdotta una policy sulle trasferte pensata per le esigenze dei giornalisti e sono state fermate le politiche di riduzione per i collaboratori ex articolo 12. In arrivo anche un pacchetto welfare dal valore di una mensilità aggiuntiva. Restano poi, secondo l’azienda, le garanzie di indipendenza già proposte: una golden share affidata a un comitato di garanzia, la tutela della direzione e della linea editoriale, il reinvestimento integrale degli utili.
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A Del Vecchio non resta che prendere atto del muro sollevato dai vertici del quotidiano diretto da Marco Travaglio. Per quanto l’imprenditore rivendichi di aver «messo sul tavolo risorse e regole, e rispettiamo la decisione dei soci fondatori», ha dichiarato. Del Vecchio ha aggiunto che «la libertà di stampa si difende anche riconoscendo il giusto valore a chi la esercita ogni giorno» e che la porta resta aperta, «al Fatto come a ogni editore che voglia costruire un’informazione libera e sostenibile». Il tentativo fallito di comprarsi il Fatto però non pare averlo scoraggiato. Anzi, Del Vecchio conferma la sua ferma convinzione che l’informazione sia «un’infrastruttura essenziale del Paese», e Lmdv Media, assicura, continuerà a investire per difenderla.

