Piemonte: Federico Delpodio

Dal tartufo ai pascoli, e dalle vigne alla tavola, Open esplora le eccellenze enogastronomiche Piemontesi e quel denominatore comune che le unisce tutte: la loro terra madre.

Di: Sofia Quaglia

Noi di Open abbiamo conosciuto Federico Delpodio, quindicenne di Sale San Giovanni che l’anno scorso è stato il più giovane di sempre ad ottenere il patentino nazionale da trifolao. Ha appena iniziato il terzo anno all’Itis di Mondovì - anche se ridendo mi dice che non lo fa impazzire - e gioca a calcio nella squadra del paese. Ma la ricerca dei tartufi è la sua vera passione, trasmessagli dal nonno Nicolino e dal padre Emiliano, fin da quando aveva neanche tre anni. Il nonno già lo portava a tartufi all’asilo, “quando non avevo compiti, o nei weekend… sempre quando avevamo tempo insomma”.

Uno delle cose che più lo appassiona di questo mondo, è l’aria di mistero che circonda la ricerca: “È un mistero! Non sai se il tartufo è piccolo, grande, buono… Mi sento felice perché sento che è una vittoria, soprattutto se il cane l’ho addestrato io.” Delpodio ci ha portato con lui ed i suoi due fedeli compagni, Biagio e Rocky, nella ricerca.

Alba

Due consigli da seguire assolutamente durante la ricerca dei tartufi? “L’attenzione sui cani, e non rovinare l’ambiente che ci circonda,” dice Delpodio, “Il rispetto per la natura, via.” Infatti come Marenda, anche Delpodio vuole impegnarsi nella tutela del terreno piemontese, affinché si possano continuare a trovare tartufi in futuro.

Federico Delpodio, un giovanissimo trifolaio Piemontese, che ci racconta della sua inusuale passione per i tartufi.