Quando tornare a casa è una stangata: le vostre stories su Instagram

di OPEN

L’aumento dei prezzi di treni e aerei durante il periodo natalizio è uno dei fattori da considerare per gli studenti e i lavoratori fuori sede. Abbiamo raccolto le loro testimonianze. 

Chi si regala un weekend in montagna, chi sfrutta le ferie per visitare un’altra città, ma soprattutto chi torna a casa per le feste. Natale e capodanno sono periodi cruciali per viaggiare in Italia. Durante gli ultimi giorni del 2018 sono 16,7 milioni gli italiani che si metteranno in viaggio, secondo una stima di Federalberghi. Anche se la stragrande maggioranza dei viaggiatori decide di muoversi all’interno del Paese, il tragitto può essere tutt’altro che economico.


I prezzi erano talmente alti che Alessia ha dovuto rinunciare a tornare dai suoi in Calabria e passerà Natale da un’amica “tra un po’ andare in Calabria andata e ritorno a Natale costa seicento euro” ironizza la ragazza. Maira invece, che vive a Milano da tre anni, ha dovuto accorciare le vacanze a casa a Latina per il prezzo proibitivo del biglietto: 80 euro per la tratta Milano-Roma, con la carta giovani.

“Trenitalia e Italo costano troppo,” ci spiega Salvatore, che ha scelto una piattaforma che vende biglietti di seconda mano per tornare a Napoli. Per risparmiare, Salvatore prende il rischio di viaggiare con un biglietto intestato a uno sconosciuto. La piattaforma di confronto di prezzi Trainline ha individuato il 22 Dicembre come giornata di affluenza record, con prezzi per la tratta Milano-Roma che potevano raggiungere i 240 euro.

L’aumento dei prezzi in periodo Natalizio è dovuto al revenue management, ci spiega Andrea Giurcin, docente di Economia dei Trasporti a Milano Bicocca, alzare i prezzi quando domanda è più alta permette alle aziende di trasporti di offrire prezzi più bassi quando la domanda è più debole, “l’obiettivo è quello di massimizzare il riempimento dei treni in tutti i periodi dell’anno,” afferma Giurcin.

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