Manovra, l’allarme di Draghi: “Preoccupati per l’Italia”

“L’Italia è esposta a futuri episodi di flessione economica e instabilità dei mercati”, scrive l’istituto guidato da Mario Draghi. Mentre mancano pochi giorni all’approvazione definitiva della legge di Bilancio, crescono le pressioni interne e esterne al governo.

“Preoccupazione per la deviazione rispetto agli impegni assunti”: così la Banca centrale europea (Bce) descrive la situazione dell’Italia nel bollettino appena pubblicato, nel giorno in cui la manovra è all’esame della commissione Bilancio della Camera in vista dell’approvazione definitiva. Una scenario quasi apocalittico, in cui il riferimento al nostro Paese è esplicito: “In Italia il rapporto tra debito pubblico e Pil è notevolmente elevato”, si legge nella nota dell’istituto guidato da Mario Draghi, che ricorda quanto siamo vulnerabili ed esposti a “futuri episodi di flessione economica o di instabilità dei mercati”.

La procedura di infrazione

Il testo attuale della legge di Bilancio è stato modificato (con quasi 10 miliardi di tagli) dopo l’accordo con la Commissione europea per evitare la procedura di infrazione e in questo momento rispetta i requisiti minimi contabili delle regole europee. L’obiettivo è stato quindi raggiunto per il momento, ma il tema potrebbe tornare all’ordine del giorno. L’Italia ha già dovuto congelare 2 miliardi di euro, che si potrebbero tradurre in ulteriori tagli nel caso in cui non sia in grado di rispettare gli impegni presi e le stime di crescita previste (abbassate già dall’1,5% all’1%). A questi, potrebbero aggiungersi gli aumenti Iva (previsti a partire dal 2020), per evitare i quali il governo dovrà recuperare 23 miliardi.

Chi vuole cambiare la manovra

“Nella manovra non ci sono gli interessi dei partiti o dei soliti che hanno comandato, ci sono i sogni di chi vuole cambiare l’Italia”, ha dichiarato il vice-premier Di Maio. Ma in attesa dell’approvazione definitiva della legge di Bilancio, crescono però le pressioni sul governo e all’interno del governo. Il mondo del volontariato protesta contro il raddoppio dell’aliquota Ires per le organizzazioni non profit. Il cardinale Gualtiero Bassetti, presidente della Cei, ha definito il provvedimento “una provocazione”.

Gli autisti del noleggio con conducente manifesteranno davanti al Quirinale, per chiedere al presidente della Repubblica Sergio Mattarella di non firmare il decreto approvato sabato notte (durante il consiglio dei ministri per modificare il testo del maxi-emendamento alla manovra) che permette loro di operare a livello provinciale senza dover tornare sempre in rimessa e di prorogare di due anni i contratti in essere. Gli Ncc giudicano comunque il provvedimento troppo restrittivo per il settore. Di parere opposto, i tassisti, che nei giorni della votazione della manovra avevano manifestato davanti al Senato.

Nel governo, la Lega sta spingendo perché cambi il funzionamento del reddito di cittadinanza. La proposta è quella di dare l’importo del reddito di cittadinanza direttamente alle imprese che assumono inattivi e disoccupati, e non alle persone. Il compromesso tra le due forze di governo, potrebbe essere quello di assegnare il reddito di cittadinanza a chi ne ha diritto e poi, per alcuni mesi al datore di lavoro che lo assumerà.

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