«Quei terroristi erano dei cretini». Intervista a Spataro, il pm che condannò Battisti

Il pm allora titolare delle indagini che portarono alle condanne del terrorista dei Pac a Open: «Convenzioni internazionali mai rispettate. Quel terrorismo fu una follia che ha rallentato lo sviluppo democratico del Paese»

«Quei terroristi erano dei cretini perché la semplice idea di poter rovesciare lo Stato in nome della cosiddetta "dittatura del proletariato", attraverso l'omicidio di centinaia di persone tra magistrati, giornalisti, forze dell'ordine, medici, infermieri, era una tale follia che ha persino rallentato lo sviluppo democratico del Paese».

Sono le parole di Armando Spataro – magistrato da un mese in pensione, ex procuratore della Repubblica al tribunale di Torino, e coordinatore del gruppo specializzato dell’Antiterrorismo a Milano – che in un'intervista aOpen ha ripercorso le tappelegate alla vicenda di Cesare Battisti. Dalla perquisizione del covo milanese dei Proletari armati per il terrorismoall'arresto agli anni dipiombo, dall'arresto del terrorista rosso alle sue fughe e mancate estradizioni, dal comportamento di Francia eBrasile alle responsabilità della politica italiana.

L'allorapubblico ministero, titolare delle indagini che portarono alle condanne dell’ex terrorista dei Pac, parla degli ultimi 39 anni di latitanza di Battisti in occasione del suo arresto in Bolivia, per le strade di Santa Cruz de la Sierra. Ma ricorda anche gli episodi che più lo hanno segnato nella sua lunga carriera di magistrato. Uno tra tutti, l'omicidio di Emilio Alessandrini e di Guido Galli che Spataro chiama «due miei fratelli e maestri,stelle polari di tutta la mia attività».

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La versione integrale dell'intervista è disponibile sulla pagina Facebook di Open.