Sea Watch, i migranti: «Vogliamo scendere»

Bloccati in mare da dieci giorni, i migranti sulla nave chiedono di scendere: «Le nostre famiglie sono preoccupate». Lo psichiatra a bordo: «Hanno subito torture in Libia, situazione psicologica molto precaria»

Le persone a bordo della Sea Watch hanno lanciato un appello. Nelvideo, girato da Riccardo Magi, deputato di +Europa, che nella mattinata del 27 gennaio, dopo vari tentativi, è riuscito a salire a bordo della nave della ong olandese, un migrante dichiara: «Ilnostro scopo non è staresu questa nave, siamo molto stanchi, vogliamo scendere. Le nostre famiglie sono molto preoccupate per noi, non sanno dove siamo. Non possono parlare con noi», dicono i migranti nel video.

La SeaWatchè bloccata in mare da dieci giorni. Oltre a Riccardo Magi, altri due parlamentari, Nicola Fratoianni di Liberi e Uguali e Stefania Prestigiacomo di Forza Italia sono saliti a bordo della SeaWatchper verificare la condizioni delle persone a bordo. MatteoSalvini che li ha accusati difavoreggiamentodell'immigrazione clandestina.

Sulla condizione dei migranti a bordo si è espresso anche Gaetano Sgarlata, psichiatra, salito a bordo il 27 gennaio:«Ho avuto colloqui con dieci persone, tra cui tre minori. Hanno subito torture in Libia, c'è una persona che ha perso un occhio, gente con tagli e dita delle mani deformate per i colpi ricevuti».

Per lo psichiatra «la condizione psicologica di tutti è molto precaria, è veramente penoso vederli in questa situazione, ancora con la paura e il terrore di essere rispediti in Libia. E' raccapricciante questa inutile vessazione di tenerli lontani dalla nostra terra».