Salvini e il processo per la Diciotti: dalle 11, l’esame della Giunta delle immunità

I sette senatori M5S sembrano orientati a votare a favore dell’autorizzazione a procedere contro il ministro dell’Interno. Le parole del presidente del Consiglio Conte, che si è assunto la piena responsabilità politica di quello che è stato fatto, potrebbero aprire nuovi scenari

Se il 29 gennaio è stato un giorno da ricordare – parole del vicepremier Matteo Salvini – per la pubblicazione del Decretone in Gazzetta Ufficiale,il 30 gennaio non è da meno.

La giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari del Senato si riunisce a partire delle 11 per iniziare a esaminare la richiesta del tribunale dei Ministri di Catania che (contraddicendo la richiesta di archiviazione della procura catanese) aveva chiesto l’autorizzazione a procedere contro Matteo Salvini per sequestro di persona aggravato per il caso Diciotti. Secondo la Costituzione, un ministro non può essere processato se ha agito nell’interesse dello Stato.

La tensione politica nella maggioranza resta altissima: il dietrofront di Salvini che ha chiesto alla maggioranza di votare “no” all’autorizzazione a procedere nei suoi confronti, ha costretto i 5 Stelle a rivedere la posizione inizialmente annunciata.

Su questo e sul caso Sea Watch, c’è stato un vertice notturno durato un’ora tra il premier Giuseppe Conte e i due vicepremier Luigi Di Maio e Matteo Salvini. Quest’ultimo, prima della riunione a Palazzo Chigi, ha fatto un tweet dedicato a chi lo critica.

La giunta delle immunità (e successivamente il Senato) sarà chiamato a pronunciarsi su questo: tenere 177 migranti a bordo della nave Diciotti rispondeva a finalità di interesse pubblico o solo politiche?

A essere sotto esame è l’operato di Matteo Salvini, anche se le parole del presidente del Consiglio Giuseppe Conte («Mi assumo la piena responsabilità politica di quello che è stato fatto») potrebbero aprire nuovi scenari.

Cosa deve decidere la giunta

La giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari si riunirà a partire dalle 11 nel palazzo di Sant’Ivo alla Sapienza, accanto a Palazzo Madama. Composta da 23 senatori,è presieduta da Maurizio Gasparri (Forza Italia) che inizierà leggendo la relazione che il tribunale di Catania ha inviato sul caso Diciotti.

La prossima settimana ci sarà l’audizione del vicepremier e poi partirà il dibattito: entro 30 giorni, la giunta dovrà elaborare una propria relazione da presentare al Senato. Se dovessero emergere posizioni diverse (come certamente sarà), il Senato avrà 60 giorni per esprimersi sull’autorizzazione a procedere contro Salvini.

La votazione della giunta

Ci sarà il voto palese. Guardando ai componenti della giunta, il vicepremier Salvini può contare sull’appoggio dei partiti di centrodestra (FI, FdI e Lega hanno in totale 9 voti), ma ovviamente non su quelli del Pd (3 voti) né di Pietro Grasso, Leu (1 voto).

Restano incerti i voti del senatore 5 Stelle espulso, Gregorio De Falco e di Meinhard Durnwalder (Svp-Autonomie); ma l’attenzione sarà tutta per i 7 senatori 5 Stelle, convocati da Luigi Di Maio in vista della riunione. Se restasse confermato il voto grillino contro Matteo Salvini, i voti favorevoli al processo per il vicepremier potrebbero essere 13.

La votazione in Senato

Al Senato il voto sarà palese: in aula si misurerà ancora una volta la tenuta del governo. La votazione non avverrà prima di fine aprile e quindi sarà a ridosso delle elezioni Europee.