La Tav non s’ha da fare: rivelata la conclusione dell’analisi costi-benefici voluta da Toninelli

I costi di realizzazione della linea ferroviaria veloce tra Francia e Italia sarebbero superiori ai benefici per 6 miliardi di euro 

Sono emersii primi dettagli sull’attesissimo (e altrettanto segreto) rapporto costi-benefici sulla Tav. Secondo quanto riportato dalCorriere della Sera,il parere dei tecnici guidati da Marco Ponti e impegnati a valutare l’utilità deltreno ad alta velocitàTorino-Lione non sarebbe stato favorevole:«La notevole diminuzione del traffico merci non giustifica la spesa per la linea ferroviaria. E i costi superano i benefici per 6 miliardi di euro».

Il documento di 80 pagine è stato consegnato al presidente della repubblica francese EmmanuelMacronsu ordini del ministro dei Trasporti Danilo Toninelli. In Italia sono pochissimi a conoscerne i contenuti. Anche i partner di governo del Movimento 5 stelle, la Lega di Matteo Salvini, ne sono all’oscuro.

La Tav è unargomento che li divide: il vicepremier Salvini ha più volte difeso i benefici economici che l’Italia potrebbe trarre da un collegamento commerciale più veloce con la Francia, ribadendo che il progetto andava portato a compimento. Negli ultimi giorni Luigi di Maio, impegnato nella campagna elettorale per le regionali in Abruzzo, è tornato invece a criticare la Tav, ripetendo più volte che era più importante collegare «gli italiani con altri italiani e non con i francesi».

Il bilancio di Confindustria è diverso da quello redatto da Ponti: secondo gli industriali l’Italia, attualmente in recessione tecnica, ha bisogno del progetto infrastrutturale. Il presidente Vincenzo Boccia, in un intervento a Torino il 6 febbraio, ha ricordato la protesta degli imprenditori Si-Tav, sottolineando che i cantieri darebbero occupazione a 50 mila persone oltre a favorire il sistema produttivo, che altrimenti potrebbe rischiare la paralisi: «Pensiamo che questa analisi di impatto economico possa bastare al Paese per fare un salto di qualità. Non servono altri studi».