Perché crescono i casi di morbillo negli Stati Uniti?

di Redazione

Negli Usa l’obbligo di vaccinazione non è uguale per tutti. Sono molti gli Stati dove ci si può sottrarre per motivazioni religiose

Aumenta l'allarme morbillo negli Stati Uniti. Sono più di 100 i casi confermati dall'inizio del 2019. Un numero in rapida ascesa, con 22 nuovi casi registrati negli ultimi giorni dal Centro per il controllo e la prevenzione delle malattie (Cdc). Gli stati colpiti sono il New Jersey, la California e il Texas. Particolarmente preoccupante la situazione nello Stato di Washington (da non confondere con la capitale degli Stati Uniti, Washington D.C.), dove i casi di morbillo sono arrivati a 55: sono quasi tutti bambini che non erano stati vaccinati.

La mancata vaccinazione è una delle cause dirette di questa epidemia. Nella maggior parte dei contagi il morbillo si è diffuso tra persone che non erano state vaccinate o non avevano ricevuto una seconda dose. Nella maggior parte degli Stati americani gli studenti possono essere esentati dall'obbligo di vaccino per motivazioni etiche o religiose. Washington è tra questi.

Altro fattore che ha causato la nuova emergenza, come spiega il sito del Cdc, è il turismo internazionale. Gli Stati Uniti erano riusciti a eradicare la malattia nel 2000. Nel 2018, 26 stati avevano accertato casi di morbillo, il secondo risultato più alto dal 2000. Il ritorno della malattia sarebbe dovuto quindi non soltanto all'imperfetta copertura vaccinale, ma anche a episodi di contagio avvenuti fuori dai confini nazionali. Tra i Paesi con il più alto tasso di contagio di turisti americani ci sono Israele e, a sorpresa, l'Ucraina. 

Perché crescono i casi di morbillo negli Stati Uniti? foto 1